Un’altra Napoli ed un miglio per scoprirla

Se chiudo gli occhi e penso a Napoli la prima immagine che mi viene in mente è la bellissima Piazza del Plebiscito, o uno scorcio di Castel dell’Ovo dalla Riviera di Chiaia o una passeggiata fra le vie chiassose e colorate dei Decumani.

Eppure Napoli è una città ricchissima di storia e cultura; si respira ovunque, dai musei ai rioni popolari.

Ed oggi voglio parlarvi proprio di uno di questi, un rione la cui immagine è spesso associata ad eventi negativi, un rione con un potenziale artistico enorme che va purtroppo a braccetto con una nomea che fa scattare sul livello di allerta tutti i sensi. Negli ultimi tempi le cose piano piano stanno cambiando grazie al lavoro e all’impegno dei ragazzi della Cooperativa sociale La Paranza che hanno preso fisicamente in parola l’impegno di portare per mano i turisti curiosi di conoscere una Napoli diversa, ricca di arte e bellezza quanto di contraddizioni e problemi.

Se dicessi Rione Sanità le prime parole che a molti verranno in mente probabilmente saranno degrado e contrabbando, oppure, bene che vada, qualcuno potrebbe rispondere “il quartiere dove è nato Totò” o a limite potrebbe nominare Eduardo de Filippo che ha trovato più volte ispirazione per le sue commedie tra la vita che scorre nei vicoli della Sanità.

Il Rione Sanità ha un patrimonio artistico e culturale unico in cui si incrociano storia e tradizione, culto e superstizione, di sicuro non lascia indifferenti e molto probabilmente dopo aver scoperto l’arte e la cultura nascosta tra queste strade alla Sanità verranno associate proprio queste due parole, arte e cultura, bellissime e potenti.

Potenti perché hanno la forza di cambiare le cose, di imprimere nuovi stimoli, di recuperare realtà difficili, di portare turisti in una zona dimenticata, di diffondere passione e conoscenza.

Ogni domenica mattina è possibile scoprire i tesori nascosti percorrendo “Il Miglio Sacro” un percorso di circa 4 ore e lungo un miglio nel cuore del rione Sanità. Quando abbiamo comprato i biglietti del treno per la nostra gita di metà dicembre la prima cosa che ho fatto, ancora prima di fermare il bed and breakfast, è stato inviare una mail di prenotazione per il tour, pregando che ci fosse ancora posto.
Il Miglio Sacro è un itinerario impegnativo, tante sono le informazioni storiografiche, ma soprattutto molte di più sono le storie sospese tra mito e realtà, sacro e profano, storie che solo una città come Napoli riesce fondere e perpetrare senza sembrare mai ridondante in un perfetto connubio di beffa e verità.

Se passate qualche giorno a Napoli vi invito a spendere una mattinata lontani dalla bellissima Piazza del Plebiscito, dai negozi di via Toledo o dai Decumani per conoscere uno dei quartieri simbolo delle contraddizioni di Napoli, in bilico tra degrado, riqualifica ed un patrimonio artistico ricco quanto unico.

Le migliori guide che avremmo mai potuto avere sono proprio loro: i ragazzi della Sanità, io sono del parere che quando a mostrarci una città, o un pezzo di essa, è qualcuno che le vuole bene veramente, beh, anche la prospettiva di chi ascolta cambia notevolmente, e in meglio.

E’ impossibile non sentirsi coinvolti dalle storie e dalle descrizioni dei vari ambienti delle Catacombe di San Gennaro, prima tappa di questo ricchissimo itinerario.

Catacombe San Gennaro

Catacombe San Gennaro

Le catacombe acquistarono una certa importanza quando nel V secolo venne trasferito il corpo di San Gennaro, di cui è possibile visitare la tomba, e divennero meta di pellegrinaggi da parte del fedeli. Chi non conosce, almeno di nome, il più famoso, ed amato, dei patroni di Napoli invocato tre volte l’anno a compiere o’ miracolo? E’ una tradizione molto sentita dagli stessi napoletani, si dice infatti che se il sangue non diventasse liquido, una catastrofe si abbatterà sulla città di Napoli. Come dargli torto, aggiungerei io, abitando a due passi dal Vesuvio!

Entrare nelle catacombe è un’esperienza che porta fuori dal tempo, l’aria umida, la luce bassa, tutto crea mistero.

Il nucleo originario delle catacombe era la tomba di una famiglia romana ceduta poi ai cristiani; dopo la deposizione del corpo di San Agrippino nel IV secolo, il primo patrono di Napoli furono ingrandite e al piano inferiore è possibile visitare la basilica ipogea dedicata al Santo e nella quale ancora oggi viene celebrata la messa.

Interno delle Catacombe

Interno delle Catacombe

Si prosegue poi con la visita al Cimitero delle Fontanelle, un posto surreale in cui religione e superstizione formano un connubio imprescindibile. In origine cava di tufo scavata lungo le pendici della collina di Mater Dei, nel XVII secolo è utilizzata come cimitero comune durante l’epidemia di peste del 1656. Il sito restò in uno stato di abbandono fino alla fine del XIX secolo quando Don Gaetano Barbati con l’aiuto di alcuni fedeli mise in ordine le ossa secondo un criterio ben preciso, divise in tre sezioni ben distinte quelle provenienti dalle Chiese, quelle degli appestati, i morti durante le epidemie e quelle dei più poveri.

Cimitero delle Fontanelle

Il Cimitero delle Fontanelle è legato a doppio filo al culto delle anime pezzentelle. Fino a poco tempo fa era consuetudine adottare uno dei tanti teschi custoditi nell’ossario, portarlo a casa, pulirlo, lucidarlo e custodirlo con grande cura, in cambio l’anima del proprietario del teschio avrebbe garantito buona sorte al suo protettore…salvo correre a cambiarlo nel caso non fosse proprio bbuono!

Si adottavano teschi per trovare moglie o marito, oppure, molto più frequentemente, per avere due numeri fortunati da giocare al lotto, per grattare un pochino la schiena alla fortuna.

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La passeggiata prosegue scendendo negli angusti spazi delle Catacombe San Gaudioso, nei sotterranei di Santa Maria della Sanità, usate dal XVII secolo come sito di sepoltura per i nobili e caratterizzate da cavità nelle pareti dette scolatoi, o in napoletano cantarelle, in cui venivano posti i corpi a eliminare i fluidi corporei.
Si dice che sedersi in uno scolatoio porti fortuna…

Il percorso finisce con la visita di due palazzi esempio di architettura barocca: il Palazzo San Felice ed il Palazzo dello Spagnuolo, entrambi di proprietà privata.

Palazzo San Felice

Palazzo San Felice

Palazzo dello Spagnuolo

Palazzo dello Spagnuolo

Il Miglio Sacro è un viaggio alla scoperta di una Napoli forse meno conosciuta, antica e passionale, eternamente sospesa tra fede e scaramanzia ma soprattutto è la storia di un progetto, dell’impegno e della volontà di cambiare le cose, di grattare via quell’antipatica patina di pregiudizio che prima ci fa prenotare un weekend in città e poi ci fa telefonare all’hotel chiedendo se Napoli sia una città sicura.

La cultura, la passione, l’impegno e la volontà di cambiare salveranno la città dai pregiudizi. Attivarsi per farlo e metterci la faccia è già un primo grande passo.

INFORMAZIONI UTILI

Per partecipare al Miglio Sacro occorre prenotarsi qualche giorno prima via email, il percorso viene effettuato ogni domenica mattina previa prenotazione. Il costo è di 15 euro a persona.

 

16 Comments

  • Sognando Caledonia ha detto:

    Oddio ma che bello!!! E’ un po’ che pensiamo a fare qualche giorno a Napoli, ma non eravamo a conoscenza del Miglio Sacro. Lo faremo sicuramente, grazie per questo post!!

    • Valentina ha detto:

      Ragazzi ne vale assolutamente la pena! Io l’ho scoperto per caso e ne sono rimasta moooolto soddisfatta. Le guide sono preparatissime e molto coinvolgenti, ovviamente non ho descritto ogni singolo aneddoto per non rovinare la sorpresa a chi volesse partecipare al tour. 😉

  • L'Orsa Nel Carro ha detto:

    Ma poi vi siete seduti nello scolatoio? 😀
    Sono convinta che in tutte le città ci sia un “Miglio Sacro” in cui passeggiare e rivivere storie e contraddizioni di un popolo. E possibilmente bisogna farlo con una guida rigorosamente local!
    Sono sempre i luoghi non convenzionali a lasciarci stupiti di quante differenze ci siano nei modi di fare e di pensare delle varie culture, anche se separate da pochi chilometri.
    Napoli è fantastica in questo!
    E’ sempre bello ripasseggiare nel Miglio Sacro, oggi l’ho rifatto grazie al vostro articolo!
    Stateve ‘bbuon! 😉
    Daniela

    • Valentina ha detto:

      Ciao Daniela! Sì, dopo una prima brevissima titubanza, ci siamo guardati e ci siamo seduti (di corsa) nello scolatoio ed abbiamo le foto come prova ma non volevamo spaventarvi…quindi non le ho postate! Napoli è fantastica e questo itinerario è davvero imperdibile.

  • E’ qualche tempo che sentiamo parlare di questa zona di Napoli e siamo sempre più curiosi.
    Per altro, lo diciamo con vergogna, a Napoli non siamo mai stati. Quindi oltre a non conoscere la bellezza di Piazza del plebiscito e delle zone più rinomate, non eravamo a conoscenza di questi quartieri meno noti.
    Grazie per avercene parlato così a cuore aperto e con grande passione.

    • Valentina ha detto:

      Ciao ragazzi, questa zona di Napoli da un punto di vista artistico-culturale merita tantissimo e questo itinerario le rende pienamente giustizia, la ciliegina sulla torta sono tutte le storie e gli aneddoti sospesi in ogni luogo e l’attidudine dei Napoletani a prendere tutto poco sul serio, anche la morte! E comunque, nessuna vergogna, io ho aspettato “solo” 31 anni prima di mettere piede a Napoli e Salvatore ha origine campane, vi ho detto tutto! Però poi mi è talmente piaciuta che ci torno appena posso. 🙂

  • TravelandMarvel ha detto:

    Bellissimo! La Campania spero si possa realizzare presto come viaggio! Complimenti per l’articolo e per le informazioni che avete condiviso.. sono stata solo una volta a Napoli in gita scolastica (quindi non fa molto testo)prendo nota di tutto e spero di poter organizzare al più presto! 🙂 Grazie

    • Valentina ha detto:

      Ciao! La Campania è una regione ricchissima e bellissima, e Napoli soprattutto, ogni volta che ci torno scopro posticini nuovi! Spero che tu possa visitare al più presto questa bellissima città!

  • Giuseppe ha detto:

    Ah, le catacombe… Pensa che da quando sono a Londra ogni volta che torno a casa a Napoli la riscopro come turista come mai avevo fatto in vita mia. E la prima volta tre anni fa fu proprio per andare a visitare catacombe, cimitero e Sanità. È proprio vedere che si apprezza di più la propria città solo quando si è lontani…

    • Valentina ha detto:

      Ciao Giuseppe…come ti capisco! Quando vivevo in Spagna mi sono commossa vedendo il lungotevere di Roma in uno dei film di Ozpetek e non vedevo l’ora di tornare!

  • È sempre bello leggere di Napoli!
    Ci rendiamo conto con rammarico che conosciamo così poco del nostro splendido capoluogo.
    Grazie, splendido articolo.

    • Valentina ha detto:

      Grazie a voi ragazzi di essere passati da queste parti! Sono contenta che vi sia piaciuto, Napoli poi è una scoperta continua, è una città ricchissima! 🙂
      PS: Comunque anche io mi vergogno…conosco pochissimo della mia città (Roma) e spesso mi rendo conto che a momenti ne sanno di più i turisti di me che ci abito da sempre!

  • Chiara Paglio ha detto:

    Voglio A S S O L U T A M E N T E un piccolo teschio da portare a casa! Non sono mai stata a Napoli e ultimamente sto diventando sempre più curiosa di scoprirla. Bell’articolo! 🙂

    • Valentina ha detto:

      Ci abbiamo provato 😉 ma dagli anni 60 questa pratica è stata vietata, della serie…siamo arrivati troppo tardi! In compenso ci siamo seduti negli scolatoi…ma misa che non è la stessa cosa! Napoli è una città che merita tantissimo, spero che possa scoprirla presto! 🙂

  • Ciao belli! Io sono campana, non originaria di Napoli, ma a pochi km di distanza…e devo ringraziarvi per aver descritto cosi bene un territorio, come già scritto da voi, molto spezzo martirizzato mediaticamente. Senza aprire un inutile e sterile dibattito sulle differenze fra nord e sud, credo che l’Italia sia una delle poche nazioni al mondo dove è possibile viaggiare nel tempo spostandosi solo di pochi chilometri, e Napoli ne è una dimostrazione palese. Belle foto e interessante articolo!

    • Valentina ha detto:

      Ciao! Grazie a te di essere passata da queste parti! Io credo che l’Italia sia un gran bel Paese, basta spostarsi di pochissimo e scoprire borghi e paesini di una rara bellezza. Napoli è una città, oltre che bellissima, anche molto interessante, ha secoli e secoli di storia, che fermarsi all’immagine che spesso danno i media è davvero un peccato oltre che molto limitativo! Non sanno quello che si perdono. I problemi ci sono, è inutile nasconderli ma quando c’è la volontà di cambiare le cose nascono progetti molto validi e con ottimi riscontri! Io continuerò a tornare a Napoli appena posso, mi piace troppo!!!

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