Avventure semiserie di un’informatrice scientifica alle prime armi #1

Nelle ultime settimane questo blog sembra una landa desolata, niente nuovi post, niente tweet, niente sporadici aggiornamenti su facebook. Niente di niente.

Il fatto è che finalmente ho trovato lavoro! Proprio quel lavoro che “io, nella vita quello proprio mai!!!”, ed invece arrivi ad un certo punto che devi fare i conti con te stessa, rimboccarti le maniche ed accettare nuove sfide, che poi in un certo senso è proprio quello che si impara viaggiando. No?

Tra l’altro è stato anche un periodo di riflessione sui viaggi, sul mio tempo, sulla mia vita e sulle distanze da prendere da questo mondo virtuale ma con questo vi ammorbo un altro giorno! Comunque in ogni caso centra anche un pizzico di irish luck… ma anche questo ve lo racconto un’altra volta!

Da un paio di settimane circa mi sono ritrovata a vagabondare, ed in alcune circostanze a trascinarmi nel senso letterale del termine, da uno studio medico all’altro, da un ambulatorio al successivo, barcamenandomi tra asl, ospedali, medici di base, pediatri, ginecologi, otorini e qualche oculista ma la lista è in continua evoluzione. I pazienti, tra alti e bassi, contribuiscono a farti passare la giornata, i più antipatici ti mandano certe occhiatacce, i più simpatici invece ti fanno passare l’attesa con quattro chiacchiere.

La cosa bella di questo lavoro tanto schifato è che ogni giornata è diversa dall’altra ed ogni giorno me ne capitano di tutti i colori!

Prima di iniziare con la carrellata di cose più o meno assurde che mi sono capitate finora voglio dare un consiglio: se cercate lavoro e ce ne sta uno che evitate a prescindere perché pensate che non vi possa piacere, pensate di non avere il carattere adatto per farlo, proprio come per tanto tempo ho fatto io, buttatevi, poi tutto il resto verrà da sé!

Iniziamo!

Medici… Quelli che è impossibile rimanere seri #1 ovvero Anche i medici sparano sfonnoni

Uno dei primissimi giorni visito una pediatra, così parlando le ricordo il nostro prodotto antipediculosi, senza pesticidi, sostanze irritanti…bla bla bla e lei “Sì questo io lo consiglio sempre, i pidocchi li fa saltare per aria”.

Ora… immaginatevi la scena.

Io cercavo di rimanere seria “No dottoressa, li uccide per soffocamento!”, nel frattempo era già partito il film mentale della mamma che spruzza il prodotto sulla testa del figlio e lo chiude fuori in balcone per evitare che i pidocchi dalla testa del figlio infestino tutta casa! Ma come si fa a rimanere seri!?!?

Quelli che impossibile è rimanere seri #2 ovvero Quelli che prima di prescrivere vogliono “provare”

L’altro giorno mi capita una ginecologa abbastanza avanti con l’età, le spiego i prodotti in campo ginecologico, un detergente, gli ovuli e un lubrificante…e mi fa “Senti io i prodotti prima di segnarli li devo provare, non avresti per caso un campioncino del lubrificante?”.

Chiedimi il detergente, chiedimi gli ovuli ma non proprio il lubrificante!!! True story.

Quelli che impossibile rimanere seri #3: Il vanitoso

Un altro giorno mi intrufolo in reparto in ospedale e un’infermiera gentilissima mi fa ricevere dal medico di turno che aveva terminato le visite… mi ha scroccato una marea di campioni e mentre parlavo illustrandogli la differenza fra due creme per i pazienti NON per lui… non inizia ad aprirle e a spalmarsele sul contorno occhi!?!?! E comunque non nascono come antirughe!

Location inquietanti: Certi ospedali non scherzano

Per ovvi motivi non ero mai entrata in un ospedale militare e devo dire che tornare mi inquieta abbastanza. Immaginate una struttura enorme, costituita da diversi edifici e quasi tutti in completa ristrutturazione, corridoi chiusi, porte bloccate, giri di peppe per arrivare ai reparti. Ci siete? Ok, fin qui sembra ordinaria amministrazione ma a questo punto rispetto ad un ospedale normale ci sono mooooolti meno infermieri, mooooolti meno pazienti, via vai praticamente uguale a zero, roba che se ti perdi ti conviene chiamare i carabinieri che cercare qualcuno. I medici però va detto sono veramente gentili e mi hanno accolto molto bene.

Ovviamente, mi sono persa.

Parte il film mentale di me che rimanevo murata viva dentro un reparto anonimo dell’ospedale militare quando ad un certo punto da una porta di emergenza esce un dottore! Alè! “Signorina si è persa?” “Da cosa si capisce? Questo posto è un labirinto!”

E lui “Lo facciamo apposta, solo i più bravi riescono ad arrivare in reparto e parlare con il medico!”

Ahahahah che spiritoso! Military training anche per gli informatori!

Location inquietanti #2: Studi da film horror

Anche certi studi non sono da meno e potrebbero essere il set perfetto per un film del terrore, roba che devo farmi coraggio da sola per citofonare ed entrare ma dall’ultimo sono scappata a gambe levate ripromettendomi di tornarci il prima possibile. Il lavoro è lavoro e prima o poi “me tocca”.

Era tardo pomeriggio, era già buio e per strada non passava anima viva, immaginate una stradina defilata con una serie di villette in stile un po’ datato.

Faccio su e giù un paio di volte perché non trovo il numero civico quando ad un certo punto mi casca l’occhio su una targa vicino al cancello di una villetta inquietantissima, non ho fatto foto perché era già buio ma giuro che non aveva nulla da togliere alla villetta di Profondo Rosso! Purtroppo per me era il civico che cercavo. Mi avvicino ed il cancello era accostato, lo apro…beh praticamente stavo entrando in casa di questa tizia e parcheggiata aveva pure una di quelle auto anni ’80 lunghissime, tipo vecchio mercedes ricoperta da uno di quei vecchi teli grigi che non si usano più da molti anni…beh sono scappata a gambe levate!

Se c’è una cosa che mi hanno insegnato i film horror è di non scendere mai quella scala, non aprire mai quella porta e non intrufolarmi mai nella casa del pazzo maniaco!

Forse ritornerò di giorno…forse!

Devo dire che per il momento la stanchezza è ai massimi livelli ma non mi annoio mai! Ho messo un po’ da parte blog e viaggi per dare una sistemata alla mia vita vera e per il momento non mi dispiace affatto!

 

 

24 Comments

  • Silvia Demick ha detto:

    Innanzitutto sono felice che tu abbia trovato lavoro! Anche il mio lavoro d’ufficio potrebbe sembrare ripetitivo e noioso, ma quando hai ha che fare con la gente a volte vengono fuori degli aneddoti davvero divertenti. L’immagine del bambino relegato in balcone per tenere sotto controllo l’esplosione dei pidocchi è bellissima
    Adoro le storie con dei risvolti un po’ macabri per cui speravo di leggere del tuo ingresso nella villetta e del tuo incontro con un dottore mezzo matto che tiene nascosta la moglie in soffitta

    • Valentina ha detto:

      Ciao Silvia, nella villetta vado domani, é l’ unico giorno in cui la dottoressa riceve di mattina, speriamo bene! I lavori a contatto con il pubblico ti aiutano a far passare il tempo più velocemente ed ogni giorno hai qualcosa da raccontare! Sto già raccogliendo materiale per la seconda puntata! A presto!

  • L'OrsaNelCarro ha detto:

    Assolutamente vero quel consiglio!
    La ginecologa ageè ed il dottore vanitoso del contorno occhi si contendono la pole position! E adesso che ci penso pure tu Valentina ti contendi il primo posto…hahahah mi vai a chiamare i carabinieri in un ospedale militare hahahah!
    Tranquilla comunque nei film horror le peggio cose accadono solo alle bionde svampite, apri quella porta e poi facci sapere! 😀
    PS: ora che ci rifletto, gli informatori medici una volta regalavano viaggi ai dottori, vero? Corro subito a prendere la laurea in medicina! Ti richiamo per farti sapere l’indirizzo del mio studio!
    A presto, un grande abbraccio!

    • Valentina ha detto:

      É vero il premio informatrice “smart” dell’anno é mio, chiamo i Carabinieri così sono già in loco! Ahahahhhh! Oggi per dire non sono riuscita a entrare a ginecologia dalle scale, le porte erano tutte bloccate! Sembravo una scassinatrice professionista! Putroppo la mia azienda non mi fornisce neanche i campioni a momenti figuriamoci i viaggi!!! Comunque ora che ci penso…non potevo studiare medicina anziché biologia! Nel dubbio un viaggio gratis forse ci scappava! Domani aprirò quella porta… vediamo cosa c’è dietro per fortuna non sono bionda! Ahahahahhhh! A presto Daniela!

  • Oh, ti capisco!
    Io faccio un lavoro che non ha nulla di esotico. Un sacco di volte ho pensato di licenziarmi o di chiedere un part time ma non è fattibile. Ciò che devo fare quotidianamente in ufficio mi permette di fare ciò che voglio saltuariamente nel tempo libero, oltre alle cose terra terra (tipo pagare un mutuo e le rate dell’auto). Come potrei viaggiare, altrimenti?!?!?

    La soluzione sarebbe potuta essere quella di sposare un uomo mooooolto ricco. Ma non è andata proprio in questo modo…

    Ergo, tu prendi la tua valigetta e io il mio pc… andiamo a lavorare e poi ritroviamoci qui, a parlare di cose belle, lontane e “conquistate”!!!

    In bocca al lupo!!!

    • Valentina ha detto:

      Ti capisco benissimo! Dopo tanto penare mi sono buttata e ritrovata a fare l’ unico lavoro che ho sempre “schifato” ed in fondo non é così male! Purtroppo al momento ho pochissimo tempo libero per fare tutto il resto ma é pur vero che senza lavoro chi me li da i soldi per campare in primis e per viaggiare poi? Come si dice “sfondi una porta aperta “… i viaggi dopo tutto questo penare hanno in effetti tutto un altro sapore… il sapore della libertà! Crepi il lupo! !!

  • Flavia ha detto:

    Benvenuta nel mio mondo allora!! Io sono informatrice medica da un anno xD e di storie strane ne potrei raccontare parecchie x’D ma tu che prodotti sponsorizzi? Cioè di quale casa farmaceutica? Giri qui a Roma? Perché mi sa che l’ospedale militare ho capito qual’è ahaha!

    • Valentina ha detto:

      Si giro qua a Roma! Allora siamo colleghe! Ed anche tu di storie assurde potresti raccontare parecchie! Io ho iniziato un mese fa ed ogni giorno me ne capita almeno una degna di nota! L’ospedale militare é il Celio, quello vicino al San Giovanni prima o poi ce la farò, espugneró quella fortezza inespugnabile! Ahahahhhhh!

  • Ahahahah no vabbe, un lavoro da scriverci un libro!
    Sono contenta per te, perché affrontare quelli che possono sembrare i propri limiti può solo che fare bene.
    Devi farti coraggio e provare ad entrare però… Ovviamente poi devi raccontarci tutto! 🙂
    Noi ti aspettiamo qui!

    Un bacione <3

  • Alessia ha detto:

    Ti capisco molto bene, lavorando al pubblico si entra in contatto con una serie di personaggioni da scriverci un libro La farmacia è un altro palcoscenico notevole… Ahahahah!In bocca al lupo per il tuo nuovo lavoro, Vale!

    • Valentina ha detto:

      Già mi viene da ridere al solo pensiero! Anche la farmacia non scherza! Sono lavori in cui non ci si annoia mai, ogni sera torno a casa con una serie infinita di aneddoti! Grazie Ale! Alla prossima!

  • cris ha detto:

    Brava Valentina!
    Questo post ti fa davvero onore: è bello leggere una storia così vincente, perchè se per lasciare l’Italia in cerca di fortuna ci va coraggio, a volte ne serve molto di più per rimanere.
    E mi è piaciuto molto il concetto del tornare alla ‘vita vera’: è anche per questo che mi piace molto il tuo blog, una cosa è leggere le storie di gente perennemente in vacanza, un’altra le esperienze di ‘reali’ di persone ‘reali’ (non so se mi sono spiegata, spero di sì! 😀 :D)

    Complimentoni quindi e un grosso in bocca al lupo!
    cris

    • Valentina ha detto:

      Grazie Cris per il tuo commento, lo apprezzo davvero tanto. Io ho provato entrambe le cose, anche partire per “l’ estero ” non é facile e non é tutto rose e fiori e tu ne sai qualcosa, rimanere vuol dire reinventarsi, adattarsi e prendere il meglio di quello che ci capita ogni giorno! Io faccio i conti ogni giorno con me stessa per fare questo lavoro, é una sfida che voglio e devo vincere, poi però quando mi capitano queste cose allucinanti mi spacco dalle risate e tutto sembra più facile! Anche a me i blog di gente che sta perennemente in vacanza, ah no scusa loro “viaggiano”, mi hanno parecchio stufato, é una delle riflessioni di quest’ultimo periodo, sto facendo parecchia pulizia! Mi piacciono di più i blog di persone più “reali” quindi sì, credo di aver capito alla perfezione quelli che intendi! Aspetto con ansia tuuuuutti i post sul Bhutan!

  • Lucilla ha detto:

    Ma tutto questo è meglio di un viaggio!! Veramente un piacere leggerti. Portala avanti questa rubrica che mi piace molto… Complimenti per il lavoro!

  • Blueberry Stories ha detto:

    Un grande in bocca al lupo per il nuovo lavoro, spero che ti porti tante nuove esperienze (di storie vedo che ne hai già in abbondanza!) e stimoli per la tua vita. Hai ragione, è una cosa a cui sto pensando spesso anch’io: amo i post che parlano della vita quotidiana, ovunque questa vita quotidiana sia. Il che non significa, secondo me, smettere di parlare di viaggi, ma viaggiare in modo diverso. Meno, magari, ma con più testa e cuore.

    • Valentina ha detto:

      Crepi il lupo! Penso che chi fa questo lavoro potrebbe veramente scriverci un libro! Ogni giorno é diverso dall’ altro! Io ultimamente sono andata un po’ in crisi con i viaggi ed i blog di viaggi, visto il poco tempo e la stanchezza ai massimi livelli seguo e leggo solo i miei preferiti anche se sono un po’ latitante!

  • Francesca ha detto:

    Un grandissimo in bocca al lupo per questa nuova avventura, Valentina!
    Sono d’accordo con te quando dici che non bisogna tirarsi indietro davanti alle opportunità, anche quando non ci avevamo mai pensato prima: ne può uscire qualcosa di buono, magari scopriamo qualcosa di nuovo che alla fine ci pieno, o altrimenti si fa sempre in tempo a cambiare.
    Beh, ora sono curiosa di sapere che abita nella villetta degli orrori!

  • Travel and Marvel Martina ha detto:

    C’è da dire che almeno non ti annoi…! Pensa che tuta questo ti aiuterà a programmare un prossimo viaggio. Concordo con chi ha detto che tutto questo è più divertente di un viaggio, apre la mente a cose che minimamente non pensavi! 🙂 Congratulazioni e tieni duro..!

    • Valentina ha detto:

      Si, ogni giorno torno a casa con almeno un aneddoto assurdo da raccontare! Questo lavoro mi sta aiutando anche psicologicamente, diciamo che inizia a piacermi la piega che sta prendendo la mia vita a casa, è bello viaggiare e tutto il resto ma è bello anche avere una quotidianità che ci piace! Grazie per l’incoraggiamento a volte mi serve proprio, non è tutto rose e fiori ma non mollo! A presto e grazie! 🙂

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