Francia on the road: da Lione a Marsiglia

Francia on the road

L’estate 2015 è stata un’estate alternativa.

Abbiamo organizzato il nostro viaggio in Francia on the road in soli due giorni e a due settimane dalla partenza, basandoci sulle combinazioni di volo con il prezzo migliore e cercando di costruirci un itinerario con un po’ di senso logico senza svenarci eccessivamente. Siamo andati alla scoperta della Provenza, partendo da Lione ed arrivando a Marsiglia. Non ho avuto modo di studiare blog e guida, comprata tra l’altro all’ultimo minuto, un po’ perchè a casa ho la collezione delle guide inutilizzate un po’ perché in questo viaggio iniziavamo a non crederci più. Non esattamente in questo viaggio, più che altro fino all’ultimo non credevamo che sarebbe andato tutto bene e saremmo riusciti a partire.

Se l’estate 2015 non fosse stata anche l’estate dei viaggi mancati, probabilmente mi sarei persa dei posti bellissimi a poco più di un’ora di aereo da casa. Perché? Perché sono una donna piena di pregiudizi e pregna di un odio atavico verso i nostri cugini francesi.
E grazie a dio ogni tanto qualche giro me lo faccio e questa montagna di pregiudizi viene demolita più o meno a cannonate.

Ed allora se sono riuscita ad amare io gran parte dei luoghi visitati con queste premesse, forse sono anche in grado di scrivere un post che un po’ di voglia di partire la faccia venire.

LE TAPPE DEL NOSTRO VIAGGIO:

Lione ⇒Arles ⇒Camargue ⇒Saintes Maries de la Mer ⇒Les Baux de Provence ⇒Saint Remy ⇒ Salon de Provence (pernottamenti tattici) ⇒Roussillon e Rustrel, Sault, Gordes, Abbazia di Senanque ⇒Aix en Provence ⇒Marsiglia, tutto questo in 9 giorni, dal 15 al 23 agosto.

Siamo partiti da Lione non esattamente per un mero motivo economico, dato che il solo volo di andata ci è costato quasi quanto paghiamo normalmente un a/r, (ed era comunque tra le destinazioni che costavano meno) ma Lione ad un certo punto delle nostre elucubrazioni sul viaggio era diventata la nostra condicio sine qua non.

Era imprescindibile.
Motivo?
I traboules.
La storia di questi palazzi uniti da corridoi interni, da intrecci di scale e passaggi segreti costruiti verso la fine del 1800 dai canuts, i tessitori di seta, ed usati dai partigiani durante la Resistenza ci aveva preso troppo, dovevamo vederli. Per non parlare della città in sé attraversata da ben due fiumi che regalano a Lione ben quattro lungofiume alberati dove passeggiare. Lione è stata una bella conferma di sensazioni positive raccolte già da casa.

Vieux Lyon

Vieux Lyon

Da Lione è partito il nostro on the road vero e proprio e ci siamo spostati in Provenza con tappa in Camargue, visitando Arles e Saintes Maries de la Mer.
Ad Arles non volevo neanche andare, stava per essere esclusa dall’itinerario, mi dava l’idea di un paesone maltenuto ed invece, nonostante la folla, i turisti, i ristoranti ed i cafè che occupano con le loro sedie ogni cm² disponibile, mi è piaciuta tantissimo.

Arles

Arles

Arles con le sue case con le persiane scrostate, fiumi di turisti ed una luce particolare che fa dimenticare tutto il resto. Non si fatica a capire perché Van Gogh l’abbia amata tanto e sia stato ispirato tanto.

Questa magia non l’ho trovata purtroppo a Saintes Maries de la Mer su cui avevo alte aspettative. La storia di questo paesino di gitani in piena Francia, in questa zona dove tradizioni francesi si fondono con la cultura gitana mi aveva affascinato tantissimo, purtoppo a metà agosto è un paesone di mare rovinato dal turismo di massa. Prima o poi ci tornerò fuori stagione, Saintes Maries lo so che non sei quella che ho visto, ne sono sicura.

Saintes Maries de La Mer

Negozietto di vestitini gitani a Saintes Maries de La Mer

Fino ad un mese fa ignoravo l’esistenza di uno dei posti che mi hanno più incantanto: la Camargue.
La Camargue è una terra selvaggia, di campi di girasole, di terra spazzata dal soffio potente del mistral, di tori, cavalli, cicogne e fenicotteri, paludi e paesaggi da togliere il fiato. Una terra che sa di buono, di tradizioni tramandate di padre in figlio, di storia, di natura e di magia.

Camargue

Saline in Camargue

La Provenza me la immaginavo invece più o meno così: paesini arroccati su monti e speroni di roccia, curatissimi, romantici e deliziosi. Non sbagliavo, ma c’è di più.
E’ una terra dove i colori la fanno da padrone, persiane dai toni pastello, il verde sterminato di vigneti e frutteti, il giallo intenso dei campi di girasoli e tutte le possibili sfumature dei toni caldi dell’ocra del Colorado Provenzale e del sentiero delle Ocre di Roussillon, colori che avvolgono e scaldano. Posso solo immaginare la bellezza di questa terra con il viola della lavanda in fiore.

Il nostro giro si è volutamente concluso a Marsiglia, una città di mare, con il porto che raccoglie un po’ di tutto, dai lupi di mare ai croceristi, un’umanità varia, cruda, a volte dura in una città francese che di francese forse ha solo l’edilizia. Una città calda, vitale, multietnica e mediterranea, ma anche tosta, sporca e puzzolente. Una città dove forse ci si finisce un po’ per sbaglio, che emana vibrazioni non sempre positive. A me è piaciuta molto, l’ho sentita vera, lontano dagli stereotipi, in tutte le sue brutture e con tutti i suoi problemi.

Marsiglia - Vieux Port

Marsiglia – Vieux Port

Per la prima volta forse ho colto nel mio piccolo il senso del viaggio, ed è successo a poco più di un’ora di volo da casa. Quando leggevo frasi del genere l’importante è la strada e non la destinazione mi chiedevo se molti di coloro che pubblicano queste citazioni ci credessero veramente e storcevo sempre un po’ il naso. Pensavo “ok, ma se finisco in posti del cavolo?” oppure ” Ma che balle sono queste, io devo scegliere dove andare”.

Adesso so che non è così, la strada scelta volutamente o intrapresa un po’ per caso riserva sempre delle sorprese, se non sono esattamente positive chiamiamole lezioni và, che male che vada qualcosa lo abbiamo imparato.

10 Comments

  • Ciao Valentina, non sai quanto ho apprezzato questo tuo resoconto e questo vostro viaggio.
    E non sai quanto spesso mi sono ritrovata nella stessa situazione: luoghi per cui avevo aspettative enormi, che mi hanno delusa; luoghi da cui mi aspettavo il nulla, ma che mi sono rimasti sottopelle.
    Non ho mai capito bene come nascano aspettative e pregiudizi su una meta, ma forse il bello del viaggio è anche questo: sfatare i miti, in positivo, o in negativo.
    Claudia B.

    • Valentina ha detto:

      Ciao Claudia, devo confessarti che quel viaggio iniziato male mi ha fatto bene su più fronti, prima di tutto per tornare a stupirmi delle bellezze che abbiamo vicino casa. Ho ritrovato lo stupore e la meraviglia e sono tornata a casa con un sorriso enoooorme. Non so da dove nascano tanti pregiudizi, ma sicuramente ci influenzano, io i francesi non lo ho trovati così malvagi per esempio! Se riesco in settimana pubblico un post sui luoghi comuni sfatati durante il viaggio in Giappone.
      Mi ha fatto piacere che sei passata!
      A presto!

  • Melina ha detto:

    Si ho visto e vissuto a Lione…poi come capita quando si è giovani…sono andata ad esplorare luoghi che erano un po’ più in la…e mi sono persa la Provenza…ma guardando le tue (vostre) foto e leggendone il racconto è come me la immagino…luoghi che devo e voglio visitare assolutamente.
    Ottimo…mi è tornata la voglia di Francia.

    Un bacio
    Melina

    • Valentina ha detto:

      Ciao Melina, che bello hai vissuto anche a Lione, sei una vera globetrotter! Come ti invidio, io vorrei tanto vivere in tanti posti diversi, un po’ di qua e un po’ di là e poi tornare a Roma quando mi sono stancata, ma è un desiderio abbastanza scioccarello! Dai la Provenza è un viaggio abbastanza accessibile anche dalla Spagna, ti auguro di andarci presto!

  • Lucia ha detto:

    Adoro questo pezzo di Francia, (se hai sbirciato nel mio blog ne parlo in diversi post)…Anch’io non avevo cognizione di causa di cosa fosse la Camargue e ne sono rimasta stregata letteralmente…purtroppo su Saint Marie de La Mer devo deluderti e confermarti che neanche fuori stagione risulta affascinante…l’impressione di essere a Jesolo ci ha fatto virare velocemente verso altri lidi. Le Calanques? Siete riusciti a vederne un pezzo?

    • Valentina ha detto:

      Ciao Lucia, corro subito a sbirciare nel tuo blog! La Camargue ha stregato anche me, è bellissima, vorrei tanto tornarci e scoprirla meglio! Allora Saintes Maries de La Mer non ha speranza! Buono a sapersi! Sai la cosa più assurda, era pieno di italiani che l’avevano scelta per il mare! Io il mare non l’ho visto, ma visti i costi e la bruttezza del paese avrei preferito di gran lunga la nostra bella Italia!!! Purtroppo per motivi di tempo abbiamo rinunciato a Les Calanques, ma stanno in wishlist! A differenza di molti io tornerei anche a Marsiglia, è un ottima base per tante escursioni bellissime!

  • Sincerità, sincerità ed emozione.
    Queste sono le caratteristiche che amiamo trovare negli articoli che leggiamo!
    Poi, lo sai meglio di noi, una volta visitati questi posti ti entrano dentro ed almeno io ne sento tantissimo la mancanza nonostante sia già la seconda volta che torno!
    Ho ancora tantissimo da vedere, speriamo presto!
    Brava vale! <3

    • Valentina ha detto:

      Grazie mille ragazzi! É vero sono posti bellissimi, mesi fa avevamo pensato ad una puntatina a fine giugno ma niente…a Salvatore hanno negato le ferie! Che novità!

  • Roberta ha detto:

    Questo è un viaggio che ho in programma da anni ma che finisco per rimandare ogni estate. Le saline sono rosa? Straordinario!
    Grazie per avermi fatto scoprire Camargue e Arles.
    Credo che eviterò Marsiglia.

    • Valentina ha detto:

      Ciao Roberta, si il mare è veramente rosa! La Camargue mi è piaciuta molto e sicuramente merita più di due giorni! Marsiglia te la consiglio se vuoi fare qualche escursione nei dintorni, come città è un po’ particolare!!! A presto! 🙂

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