I traboules di Vieux Lyon: una storia di segreti, sudore e Resistenza

Vieux Lyon è il cuore medievale di Lione, una fitta rete di stradine, botteghe vecchie e nuove, patisserie e tanti bouchon, le tipiche trattorie locali; non si arriva qui per caso: passeggiare per Vieux Lyon vuol dire soprattutto perdersi alla ricerca di un pezzo di storia di questa città.

Lione è la città dei segreti, dei sospiri, del ticchettio dei tacchi e di passi frettolosi, di corridoi che parlano di duro lavoro, di arte, storia e Resistenza. Di vite laboriose, alle prese tra telai e stoffe stese ad asciugare, tra produzione e consegne di un materiale prezioso che va protetto.

Di vite che immagino ancore bloccate nell’attimo in cui l’adrenalina scoppia in corpo, chiude lo stomaco e fa schizzare il battito del cuore direttamente nelle orecchie.

Nel cuore della Vieux Lyon, tra gli edifici di Croix Rousse e tra qualche stabile de La Presquile scorre una fitta rete di corridoi, passaggi sotterranei, scale a chiocciola che interconnettono diversi punti di ogni isolato, sono i traboules, passaggi segreti che hanno fatto la storia di Lione e le regalano un’aurea di mistero e magia davvero non paragonabile con nessun’altra città.

La loro origine risale agli inizi del 1800 ed è puramente pratica, furono costruiti per permettere ai canuts, i tessitori di seta, di proteggere le loro stoffe durante gli spostamenti in caso di cattivo tempo. Nel corso degli anni, e dei secoli, i traboules hanno protetto vite e segreti, sono stati infatti ampliamente utilizzati prima da dagli stessi operai dei tessifici durante le prime rivolte e poi dai partigiani della Resistenza francese per sfuggire ai nazisti. E’ impossibile entrare in un traboule, osservare il percorso delle scalinate, percorrere almeno una parte della fitta rete di corridoi che formano e non immaginare un pezzetto del lavoro passato di lì, dei segreti che hanno protetto, delle tante vite che li hanno attraversati e di tutte quelle che hanno salvato.

E così visitare i vicoli della Vieux Lyon assume i tratti di una piccola caccia al tesoro, turisti curiosi che timidamente si avvicinano ai portoni, con un grande punto interrogativo stampato in faccia, si fanno coraggio e citofonano. Tra loro c’eravamo anche noi, con le cartine di tutti i traboules accessibili salvati sullo smartphone ed un pizzico di delusione quando scopriamo che molti sono chiusi e non visitabili. Gran parte dei 200 traboules ancora esistenti si trovano in residenze private e non sono accessibili, in altri si può entrare, visitare l’atrio interno ma non accedere alla fitta rete di scale e corridoi che si snodano verso l’alto.

Alcuni, soprattutto nel cuore di Vieux sono facilmente riconoscibili da targhe apposte vicino il portone, come questo che si trova al 54 di Rue de Saint Jean e sbuca al 27 di Rue du Boef, conosciuto anche come il Longue Traboule.

Si entra in un portone e si sbuca due vie più avanti.

Traboule

A mio avviso le tecniche migliori per intrufolarsi in qualche traboule sono: pedinare i gruppi delle visite guidate organizzate dall’ufficio del turismo ed accodarsi a loro con una certa discrezione durante l’entrata, fare gruppo con qualche altro turista dalla faccia spaesata almeno quanto la vostra o incappare in qualche gentilissimo inquilino che vi aiuterà ad entrare. La mattina in cui abbiamo tentato la visita era domenica, e come al solito era prestissimo e non avevamo il coraggio di suonare, tra l’altro le stradine erano deserte. Un signore gentilissimo origliando i nostri tentativi di organizzare una frase in francese, nel caso in cui ci saremmo decisi a citofonare, ci ha fatto cenno di seguirlo e tutto sorridente ci ha fatto accedere ad un miraboule, un traboule che non sbuca in un altro punto della città ma in un bellissimo cortile interno. E poi dicono che i francesi sono antipatici.

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Vi segnalo al 16 Rue de Boef il miraboule de la Tour Rose davvero suggestivo, al suo interno c’è anche una piccola libreria.

La visita, o meglio la caccia, ai traboules di Vieux Lyon è una tappa obbligatoria se si visita Lione, io vi consiglio di iniziare la mattina presto e magari tornare il pomeriggio quando il quartiere è molto più animato e molti dei portoni sono addirittura spalancati, a passeggiare è vero, c’è un po’ meno sfizio, diciamo che cercare i traboules in questo modo perde un po’ di fascino ma di contro vi ritroverete nel cuore vivo e pulsante della città.

Per scaricare le mappe con i percorsi dei traboule consultate il sito ufficiale qui.

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