Sulla strada verso Mizen Head: l’estremità meridionale d’Irlanda

Inizia il viaggio…verso Mizen Head fino a Killarney

La prima tappa importante lungo la Wild Atlantic Way è stata nel Cork, a Mizen Head, l’estremità meridionale d’Irlanda.

Se vi piacciono le partenze e gli arrivi, ma soprattutto le foto stile route 66 qui potete sbizzarrirvi poiché trovate uno dei due Start/Finish point, io devo ammetterlo, l’ho capito solo 13 giorni dopo mentre varcavo l’analogo traguardo nel Donegal a Malin Head. Non tutti i travel blogger sono scaltri e svegli. Sapevatelo.

Mizen Head non è solo l’inizio ufficiale della Wild Atlantic Way ma è anche un posto molto evocativo. Per decenni l’unico baluardo di vita umana è stato rappresentato dal personale tecnico che manteneva in attività il complesso di edifici comprendente una stazione metereologica e un faro, oggi trasformato in una sorta di museo sulla storia e le attività del faro stesso e dell’intera area circostante.

Nelle giornate di cielo terso è possibile scorgere Fastnet Rock, uno sperone roccioso che si erge dal mare conosciuto anche come “la lacrima d’Irlanda”, l’ultima goccia di terra irlandese cui i migranti  volgevano lo sguardo prima di inoltrarsi in mare aperto verso un nuovo mondo ed una nuova vita.

Mizen bridge. l'unico punto di accesso all'area circostante

Mizen bridge. l’unico punto di accesso all’area circostante

E’ impossibile arrivare a Mizen Head e non essere avvolti da un velo di tristezza. La popolazione irlandese ha avuto una storia veramente triste, fatta di conquiste, soprusi, povertà e carestie, se non è bello essere poveri immaginiamo esserlo sotto la pioggia. Alla fine del 19° secolo è stata praticamente dimezzata dalla grande carestia e dai continui flussi emigratori; quanto questo abbia inciso sulla storia del popolo irlandese è facile immaginarlo, in moltissime città ci sono statue, murales, dipinti evocativi, addirittura musei, sulla “great famine”.

Siamo arrivati a Mizen Head in una mattinata di tempo inclemente in cui pioggia e vento non ci hanno dato tregua ma, grazie al cielo, siamo stati abbastanza fortunati da poter visitare l’area senza inzupparci da capo a piedi e riuscire a portare a casa qualche scatto decente. Non mi dispiace affatto di averlo visitato in queste condizioni, ho avuto la sensazione di un posto “strappato” alla ferocia della natura.

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A differenza di altri luoghi visitati nei giorni successivi qui si è vincolati a percorsi predisposti, siamo a picco sul mare, molto agitato tra l’altro, sopra scogliere aguzze ed imponenti e tira un vento micidiale, penso che seguirli, in fondo, non mi sia dispiaciuto poi così tanto.

E’ la prima volta che mi trovo davanti ad una natura selvaggia e sufficientemente arrabbiata, volgere lo sguardo all’oceano in burrasca mi fa un certo effetto.

La strada verso Mizen

Arrivare a Mizen Head è altrettanto bello, ed è così che ti frega l’Irlanda, con stop frequentissimi e non preventivati, lungo la strada ci siamo fermati più e più volte, ad ammirare un paesaggio, a scattare qualche foto, a sgranchirci le gambe in qualche paesino.

La prima tappa della giornata è stata il piccolo borgo di Kinsale, caratterizzato da un centro veramente coloratissimo, un’infusione di buonumore nonostante il tempo, da qui partono diversi percorsi di trekking, cui rinunciamo malincuore, fa freddo e piove.

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Lungo la strada ci fermiamo in quasi tutti i punti panoramici segnalati, e a nostra sorpresa mentre pensavamo di andare a fotografare degli scogli, appena dietro il parcheggio, senza alcuna recinzione o segnalazione particolarmente evidente c’è un dolmen, una tomba risalente all’età della pietra, non solo perfettamente conservato ma anche senza troppi turisti intorno. Approfittiamo per fare quattro passi e respirare un po’ di aria fresca irlandese, allora non potevo immaginare che mi avrebbe fatto tanto bene.

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Da Mizen Head proseguiamo poi in direzione Killarney seguendo una deviazione che ci porta nel cuore del Killarney National Park, passando prima per il Caha Pass e poi attraversando il Moll’s Gap. Siamo passati vicino alcuni punti panoramici, siamo saliti in alta montagna e attraversato le nuvole, se il panorama fosse bello o meno ve lo racconto nelle prossime puntate, dato che non vedevamo ad un palmo dal nostro naso e per tigna abbiamo fatto la stessa strada a ritroso senza troppa nebbia due giorni dopo.

Quando arriviamo a Killarney ha finalmente smesso di piovere e la nostra giornata finisce in un piccolo BeB con Shivonne, la proprietaria, che ci chiede se avessimo avuto una buona giornata nonostante il tempo al quale, fin troppo ovvio dalle nostre facce, non eravamo abituati, ma non ci dobbiamo preoccupare, l’indomani sarà bello e potremmo goderci il Killarney National Park!

Parola di Shivonne!

INFO UTILI

Ad onor di cronaca devo dire che questo è stato uno dei giorni più pesanti, siamo stati veramente tante ore in macchina ma visto il tempaccio che abbiamo incontrato non ci siamo sentiti di fare altrimenti. Ricordo che quando siamo arrivati al BeB ho avuto un’esclamazione di gioia molto simile a quella dei marinai quando urlano “terraaaaa”.

Per visitare Mizen bisogna pagare un biglietto d’ingresso di 6 euro che comprende anche la visita del faro e del “museo” al suo interno, è una visita tutto sommato interessante ma che, a mio avviso, viene messa  in secondo piano dalla bellezza del paesaggio circostante.

12 Comments

  • Alessia ha detto:

    Avete beccato una giornata tipicamente irlandese e secondo me questi posti danno il loro meglio con queste condizioni estreme. Fascino allo stato puro quelle scogliere e la rabbia dell’oceano che spesso riesce a infondere una pace paradossale. Sono curiosissima di leggere anche le prossime tappe del vostro viaggio. Sei partita benissimo!

    • Valentina ha detto:

      Grazie Ale, sembra assurdo ma alla fine sono stata contenta anche del maltempo, ha amplificato la drammaticità del paesaggio, anche se tutta la vacanza così sarebbe stata veramente pesante! Il posto merita molto, una tappa superconsigliata in un viaggio in Irlanda!

  • Giulia ha detto:

    Se, ovunque nel mondo, un tempo così farebbe salire la rabbia e la tristezza… in Irlanda permette di immergersi nella emozionante poesia di quelle scogliere e di quei prati verdi. Davvero, come dici tu, bisogna esser contenti di aver visto quel mare increspato infrangersi sulla costa, spinto dal vento gelido e pungente del nord.
    E che carina Kinsale! Noi ci siamo fermati direttamente a Killarney invece, ma meritava un sacco… Prossima volta!

    • Valentina ha detto:

      É vero, in Irlanda il mal tempo a volte rende tutto più suggestivo! Ora però voglio tornarci anche con il sole! Il centro di Kinsale é veramente carinissimo, te lo consiglio!

  • L'OrsaNelCarro ha detto:

    Ciao Valentina che bella la cosa della Lacrima d’Irlanda! Non la conoscevo ed è struggente!
    Adoro quelle viste con la natura selvaggia spazzata dal maltempo però non ti nascondo che ho esclamato “Terra” anch’io quando ho visto i colori di Kinsale nelle tue foto 🙂
    E’ che noi Italiani non ci siamo abituati a quel clima tutto qui.
    Mammamia quella scogliera aguzza è un sogno! *__*
    Non è che Shivonne potrebbe metterci una buona parola per me domani? Il meteo porta forti temporali e dovrei stare tutta la mattinata fuori 😀 😀
    Un bacio e a presto!

    • Valentina ha detto:

      Ciao Daniela, Shivonne é potente. .. se vuoi le scrivo al volo! La lacrima d’Irlanda tra nebbia e mal tempo non l’ ho vista ma credo sia stato suggestivo uguale immaginarla sotto quel tempaccio! Il posto merita veramente anche in queste condizioni anche se adesso vorrei tornarci in una giornata di sole! Ah…(sospiro di nostalgia)

  • Francesca ha detto:

    E’ ovvio sperare nel bel tempo quando si viaggia, ma, in Islanda per esempio, dopo qualche giorno di pioggia e nebbia, mi sono resa conto che tutto sommato alcuni paesaggi sono ancora più belli, rendono di più sia in termini di fotografia che di emozioni trasmesse, durante la “tempesta”.. e penso che sia anche il caso di Mizen Head 🙂
    p.s. ma quanto è bellina Kinsale?!

    • Valentina ha detto:

      Ciao Francesca, é vero in alcuni casi il brutto tempo rende i paesaggi ancora più belli e questo é uno dei casi! Kinsale é veramente carina, l’ ho scoperta su Instagram e non potevamo non andare! In questo caso invece il brutto tempo ci ha limitato parecchio! A presto!

  • Mi state facendo innamorare dell’Irlanda, sento le dita che formicolano e qualcosa che scalpita dentro.
    Voglio prenotare, voglio partire.
    Incredibili foto e parole che sgorgano dal cuore… questo voglio vedere quando mi informo su una meta e quando ho voglia di sognare un po’! <3
    Bravi!!!

    • Valentina ha detto:

      Lucrezia sei troppo gentile, ti ringrazio per le tue parole! Piccolo Spoiler: anche il prossimo articolo (già programmato tra l’ altro) sarà sincero ma non in modo positivo al 100% ed é stato difficilissimo scriverlo! Anche io il formicolio alle mani…non vedo l’ ora di poter organizzare un ritorno in Irlanda! Un abbraccio!

  • Meridiano307 ha detto:

    Oddio che scenari…si, forse uno quando pensa all’Irlanda, pensa ai prati verdi, la pioggerellina insistente, gli arcobaleni..poi c’è l’altra faccia, quella incazzosa, quella che se non ti scansi la furia della natura ti travolge. E probabilmente hai detto bene, avete trovato la giornata giusta per godervi lo spettacolo della scogliera a picco sul mare. Mi dispiace che non vi siate accordi in tempo del cartello inizio/fine del percorso, ma un pochinino mi rincuora…perchè non sono l’unica viaggiatrice a cui capita di perdersi le cose da vedere.

    • Valentina ha detto:

      Purtroppo mi dispiace non aver fatto una foto decente…anche se devo dire a Malin Head la start/finish stop é moooolto più scenografico! Comunque anche io certe cose da fare e vedere le scopro solo dopo…o addirittura una volta tornata…ed allora mi mangio le mani! !! In questa giornata devo dire che il brutto tempo ha avuto il suo perché, Mizen Head in quelle condizioni é senz’altro molto suggestivo!

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