Art Attak: visitare i musei più famosi di New York

Consigli tra il serio ed il faceto per “Vacanze Intelligenti”

New York è una città dalle mille facce e dalle mille risorse in cui ci sono talmente tante cose da fare, da vedere e da vivere che forse dieci viaggi non basterebbero.
E’ la città in cui tra il folle delirio delle boutique sulla 5a Avenue ed il dolce relax a Central Park ho trovato amplio spazio alla cultura, con musei di arte moderna, arte contemporanea, strane esibizioni pubblicizzate in gallerie private, musei sulla storia degli Ebrei d’America, dei Cinesi d’America, degli Indiani d’America.

Musei di Storia Naturale, musei in cui è racchiuso quasi tutto lo scibile umano.

Insomma a New York, se si ama la cultura o si è semplicemente curiosi, non ci si annoia mai.

Tra i miei più grandi rimpianti c’è il Museo dell’Immigrazione ad Ellis Island sulla quale non ho potuto neanche metter piede a causa dei danni riportati dopo il passaggio dell’uragano Sandy l’anno precedente.

Complici alcuni biglietti compresi nel New York City pass, altri pagati direttamente in cassa ed alcuni ingressi gratuiti, ho visitato il MOMA ed il Guggenheim Museum, il Metropolitan Museum ed il Museo di Storia Naturale.
Di seguito qualche info per chi come me è una semplice amatrice e non un’esperta cultrice in arte moderna e contemporanea, quando le esibizioni e le opere diventano troppo astruse, troppo astratte, troppo “oltre” non c’è niente da fare vado in black out.

Museo di Storia Naturale (Natural History Museum Upper West Side 79th Street).

E’ il museo più spassoso.

Un museo sulla scienza in tutte le sue forme, spaziando dal microcosmo degli insetti alle balenottere giganti degli oceani fino alla nascita di stelle, pianeti e dell’Universo intero. Non basterebbe un giorno per visitarlo tutto, almeno a me ha lasciato un’immensa voglia di tornare.
E’ vero, sulle guide è consigliato a famiglie con bambini ma pur non avendo più 10 anni o bimbi al seguito l’ho trovato davvero piacevole. A partire dall’enorme hall dove si viene accolti, oltre che dalle hostess, anche da due giganteschi scheletri di dinosauro, per avere un piccolo assaggio di quello che ci aspetta all’interno.

Se mi dovessero mai chiedere quale fosse il lavoro dei miei sogni non avrei dubbi e risponderei QUI.

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Oltre alle esposizioni permanenti ci sono esibizioni e proiezioni speciali, insomma scienza a 360 gradi per grandi e bambini.
Ho particolarmente amato il filmato sulla nascita delle stelle e dei pianeti in programma in quei giorni, narrato dalla voce di Woopi Goldberg, va beh lei per me è mitica sempre, soprattutto quando mi parla della nascita del cosmo in una stanza simil-planetario a New York.
Fantastico.

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Metropolitan Museum of Art (1000 Fifth Avenue at 82nd Street Upper East Side).

Lo slogan del Metropolitan, anche detto Met, asserisce “One Met, Many Worlds”, ed è proprio questa la filosofia del museo.
Il Met è immenso, racchiude cimeli da tutto il mondo, di qualsiasi civiltà, di qualsiasi periodo storico, di qualsiasi tipo di arte, di qualsiasi paese.
E’ organizzato per aree geografiche e per periodi storici ed è a mio avviso impossibile visitarlo tutto in un unico giorno, si finirebbe in un immenso minestrone di cui alla fine rimarrebbe ben poco; il mio consiglio è quello di entrare e scegliere le aree di più interesse.

Dettaglio all'interno del Met

Dettaglio all’interno del Met

New York Public Library (Fifth Avenue at 42nd Street).

Non è un museo vero e proprio ma se avete amato i Ghostbusters risulta una tappa imperdibile. Ampli spazi e un’atmosfera unica al suo interno, avrei potuto passarci un intero pomeriggio.

Credit: foto presa dal web

Credit: foto presa dal web

MOMA (Museum of Modern Art – 11 West 53rd St – Midtown).

Organizzato su quattro piani, raccoglie un vastissimo numero di pitture e sculture tra cui opere di Cezanne, Picasso, Kandinsky, Matisse, Warhol ma soprattutto il quadro che amo più di tutti in assoluto La Notte stellata di Van Gogh, oltre che a numerose altre tele di arte moderna e contemporanea.
Visto dal vivo “La Notte Stellata” amplifica le emozioni, le pennellate sono rapide e nervose, talmente cariche di colore da lasciare la superficie del quadro ricca di increspature… e pelle d’oca su tutto il corpo.

Credit: foto presa dal web

Credit: foto presa dal web

Il venerdì pomeriggio dalle 16 alle 20 l’ingresso è gratuito, altrimenti si paga 25$.

Guggenheim Museum (1071 Fifth Avenue incrocio con 89th Street – Upper West Side).
Credit: foto presa dal web

Credit: foto presa dal web

Parliamone.

Celeberrimo museo in cui la collezione privata di Solomon Guggenheim è anticipata dall’ancor più celeberrima architettura dell’edificio di Wright che lo ospita.

Il sabato pomeriggio dalle 17:45 alle 19:45 l’ingresso è gratuito ma bisogna mettersi in coda molto prima. Noi siamo arrivati verso le 17:30 e la fila di persone era talmente lunga da girare intorno all’intero isolato. Abbiamo optato per una visita in un altro giorno, dal momento che il biglietto costa 18$ e a mio avviso è un prezzo più che accessibile.
Nonostante sia sconsigliato da molti per me rimangono i 18$ meglio spesi del viaggio.

Non mollate proprio adesso, continuate a leggere.

La collezione del Guggenheim conta nomi di tutto prestigio da Degas a Cezanne, Manet, Monet, Picasso, Seurat, Gauguin, altro Van Gogh e qualcosa di Kandinsky. Ospita inoltre esposizioni temporanee di arte contemporanea.

Credit: foto presa dal web

Credit: foto presa dal web

Il mio ricordo del Guggenheim è tra il serio ed il faceto… purtroppo non abbiamo potuto ammirare l’architettura interna della famosa scalinata a chiocciola per via di alcune installazioni luminose che passavano dal bianco al violetto al celeste, scavalcando gruppi di persone che con tanto di rayban stavano sdraiate su un materassino ad osservare il soffitto che cambiava colore. Queste sono le circostanze in cui davanti l’arte contemporanea dico “Boh!”.

Ma non è finita qui.

In quei giorni era in programma un’esibizione speciale sempre sul tema della luce in cui su pareti grigioline riuscivano a ricreare forme perfettamente prospettiche tanto da sembrare addirittura tridimensionali attraverso l’uso di una semplice pittura a contrasto di colore bianco. E così ci siamo ritrovati a guardare muri e spigoli di parete sperando di vederci qualcosa – nel mio caso il nulla – con tanto di addetto del museo che ci teneva a debita distanza.

Avete presente il film Le vacanze intelligenti in cui Albero Sordi e signora vanno a visitare la Biennale di Venezia? Il primo impatto con il Guggenheim è stato esattamente lo stesso.
Con Salvatore che guardava la parete e mi faceva “A me, me pare ‘na sedia!

Ed il ricordo più gustoso ha poco a che fare con l’arte ma con le risate da spasmo alle guance e da lacrime agli occhi la sera a casa mentre guardavamo il film dal tablet!

Erano secoli che non ridevo così di gusto e se non avessi speso quei 18$ probabilmente mi sarei persa tutto questo.

Forse sono proprio questi i momenti che rendono unico ogni viaggio, le risate inaspettate davanti i propri limiti ed un ricordo divertente e fruibile tra le pagine di un blog che altrimenti sarebbe finito in fondo al cassetto dei ricordi.

Ora so rispondere alla domanda “Cosa hanno in comune il Guggenheim ed Alberto Sordi?”
L’arte contemporanea senza ombra di dubbio!

E nel dubbio, io il Guggenheim lo consiglio!

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