Napoli A/R. Mini-itinerario #2: la Certosa di San Martino

Vista dalle Terrazze della Certosa di San Martino
Una passeggiata dal Vomero ai Quartieri Spagnoli tra panorami mozzafiato e percorsi urbani

Qualche giorno fa ho realizzato uno dei miei traveldreams, non è un sogno nel cassetto di quelli particolarmente ingombranti, non è neanche un traveldreams in senso stretto, anzi, è forse tra tutti il più accessibile che sarebbe più corretto definirlo “un buon proposito”, ma tante volte manca la volontà di attivarsi ed organizzarsi.

Anche se la meta è molto vicina ed organizzarsi è molto semplice.

Diciamo che questo “buon proposito” l’ho portato a termine senza troppa fatica, complici le ottime tariffe che si riescono a spuntare con Italo, basta aspettare che metta un codice sconto e zac si comprano i biglietti e si va! Si parte la mattina e si torna la sera.

Destinazione (guarda un po’) Napoli.

Piano piano sto scoprendo, ed amando, questa città più della mia, tanto che Salvatore ha più volte ribadito quanto in realtà io sia una “Napoletana acquisita”.

Bando alle ciance, oggi vi propongo il giro che abbiamo effettuato tornando a Roma in serata ed arrivando in città verso mezzogiorno, in tempo per pranzo.

Il mini-itinerario è ottimizzato per una giornata e l’attenzione va per forza focalizzata su una singola zona, in questo caso, essendo una bellissima giornata di fine inverno/inizio primavera abbiamo scelto di visitare la Certosa di San Martino.

In realtà c’eravamo già spinti fin lassù la prima volta che abbiamo visitato la città nel 2013 ma era un’uggiosa e nebbiosa giornata di metà dicembre e la vista dall’alto non rendeva giustizia.

Con il sole, tutta un’altra storia.

Il piazzale antistante è un ottimo punto panoramico sulla città di Napoli, è un posto anche molto romantico a giudicare dal gran numero di coppiette in acchiappance e dai diversi turisti con la faccia incantata almeno quanto la nostra.

Un occhio attento riesce a scorgere Spaccanapoli, il Monastero di Santa Chiara, il Centro Direzionale sullo sfondo e porgendo lo sguardo verso sinistra la Basilica della Madre del Buon Consiglio e la Reggia di Capodimonte.

La Certosa di San Martino è situata sulla cima della collina del Vomero, vicino Castel Sant’Elmo, è uno degli esempi meglio conservati di arte ed architettura barocca ed è famosa per ospitare al suo interno un museo che ripropone la storia culturale ed artistica della città.

Visitare la Certosa ed il Museo ha un costo di 6 euro, ed anche se non siete amanti dell’arte classica o appassionati estimatori dei ghirigori barocchi consiglio a chiunque una visita.

Prima tappa: il Chiostro Grande, quello famoso per la balaustra di ossa e teschi.

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L’ho scoperto attraverso Instagram e non vedevo l’ora di visitarlo, anche se forse ci sono arrivata con qualche aspettativa troppo alta. Il Chiostro è per metà in ristrutturazione e tutto puntellato, situazione che già di per sè toglie un po’ di magia, e poi pensavo fosse più di impatto.

Seconda tappa: gli interni del museo.

Sono sincera non abbiamo prestato molta attenzione né agli interni della Chiesa, troppo carichi, né alle opere esposte nelle varie sale, né alla loro architettura, l’attenzione è stata catturata dal paesaggio oltre i vetri delle finestre ed allora il nostro unico “problema” era riuscire a trovare una portafinestra da poter aprire senza far scattare l’allarme attraverso la quale poter accedere alle terrazze.

Terza tappa: Le terrazze e la sezione degli Orti.

Vista dalle Terrazze della Certosa di San Martino

Vista dalle Terrazze della Certosa di San Martino

Dalle terrazze posteriori e dalla sezione degli orti, in cui è possibile passeggiare, è possibile ammirare il Golfo di Napoli in tutta la sua bellezza, con Capri e Sorrento (credo) in lontananza, un tiepido sole a scaldare il paesaggio ed il Vesuvio a incorniciare il profilo della città, io davvero non ho visto cartolina più bella di questo angolo d’Italia.

Lassù ho capito il detto “Vedi Napoli e poi muori”. Della serie non facciamola così drastica, ma sì lasciatemi lì in beata contemplazione e sarò felice.

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Scale di Napoli: percorsi di trekking urbano

Per tornare verso il centro storico abbiamo percorso la Pedamentina, uno dei percorsi pedonali che collegano il centro storico di Napoli con le colline circostanti. Una volta tornata a casa, incuriosita dal nome del percorso, ho effettuato una breve ricerca e ho scoperto che sono veri e propri patrimoni storici ed urbani della città e che in tutta Napoli ce ne sono più di 200. Purtroppo molti sono lasciati in uno stato di degrado ed abbandono ma è in corso un progetto di rivalutazione per renderli appetibili non solo ai turisti ma anche agli stessi abitanti.

Scorcio della Pedamentina

Scorcio della Pedamentina

La Pedamentina si snoda dalla Certosa di San Martino ai Quartieri Spagnoli, un susseguirsi di scalinate e gradoni lastricati, non sempre di agevole percorrenza. Se effettuato in discesa il percorso offre ulteriori scorci dall’alto sulla città, in salita sulla Certosa e gli orti, sono rimasta talmente incuriosita dal patrimonio urbano di Napoli che non vedo lora di tornare e percorrere le Rampe del Petraio. Si osserva, e si vive, la città da un’altra angolazione e mai come questa volta mi viene da dire che a volte per apprezzare è necessario un cambio di prospettiva.

Scorci di Napoli #1

Scorci di Napoli

Scorci di Napoli

Scorci di Napoli

Io sono ampliamente soddisfatta di come è andata la giornata, Napoli è sempre bellissima ed accogliente, ho scoperto un altro pezzo di città e non vedo l’ora di tornare e voi siete pronti a partire?

In fondo è a solo un’ora di treno da Roma!

 

2 Comments

  • Chiara Paglio ha detto:

    Non sono mai stata a Napoli, prima o poi dovrò rimediare a questo handicap. Bello il percorso che hai proposto e la vista del golfo… ci farò un pensierino! O due.

    • Valentina ha detto:

      Ciao Chiara, lassù la vista è spettacolare, soprattutto dalle terrazze della Certosa, un posto imperdibile!

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