Due giorni a Parigi: consigli ed errori da evitare

Ok lo ammetto, non sono una di quelle persone che aspettava con ansia di visitare Parigi, anzi, se devo essere sincera ho sempre guardato la capitale francese con una sincera indifferenza. E forse questo ha un po’ influito sulla riuscita del viaggio.

“E’ troppo simile a Roma” mi ripetevo snobbandola.

“I parigini? Gentaglia con la puzza sotto al naso!” mi ripetevo cercando di mantenere ideali distanze tra “noi” ed i nostri cugini d’oltralpe.

E così con un timido entusiasmo e complici dei biglietti ad un prezzo a cui proprio non puoi dire di no, ho prenotato il mio weekend a Parigi. Non avevo grandi aspettative, non sapevo cosa aspettarmi né fremevo dalla voglia di metterci piede e così sono rimasta fregata.

Due soli giorni. 48 ore. Un tempo troppo breve per una città che è un superconcentrato di cose da vedere, di esperienze da vivere, di scorci da immortalare, di vicoli e strade in cui perdersi. E me ne sono accorta solo una volta arrivata sul posto mentre guardavo la città scorrere dal finestrino del taxi che dall’aeroporto mi portava a Montmartre, a notte inoltrata.

48 ore a Parigi non sono niente, pensavo di essere preparata a dover fare delle scelte ed ero sicura che non mi sarebbe pesato farlo, ma la cosa si è rivelata più difficile del previsto, anche per una che nutriva solo un timido entusiasmo.

Ecco quindi alcuni errori o atteggiamenti da evitare e qualche consiglio se siete alle prese con il vostro primo viaggio nella Ville Lumière e avete pochissimi giorni a disposizione.

1.Non cercate di lottare contro le condizioni metereologiche, vinceranno sempre loro.

Quello che ho imparato è che il tempo è estremamente variabile, dalla pioggerellina al diluvio al sole e poi di nuovo pioggia nel giro di due ore. Per non parlare di quando il giorno dopo ci siamo svegliati e nevicava e poi è uscita una bellissima giornata. Se vi svegliate e piove e dalla pioggia si passa al diluvio (nel senso che la butta a secchi, come si dice dalle mie parti) non ostinatevi a passeggiare ma piuttosto preferite un museo o magari entrate in un cafè e sentitevi dei veri Parisien.
Lo sapete perché sconsiglio di passeggiare? Perché vorrete fare foto a raffica e verranno tutte male. Io sto ancora rosicando.

2.Accettate il fatto che dovrete fare delle scelte.

Accettate anche il fatto che qualsiasi museo o palazzo o piazza o giardino decidiate di non includere nel vostro itinerario vi costerà scartarlo. Già, Parigi è meravigliosa e non si può vedere tutto, per lo meno tutto e subito se avete solo due giorni. In questo sono pessima, volevo vedere tutto quello che avevo accuratamente selezionato. Il risultato? In due giorni ho vissuto in bilico tra la sensazione perenne di avere un timer attaccato addosso che mi ricordava che il mio tempo stava per finire tic tac, tic tac… e quella di stare davanti ad un buffet immenso e buonissimo e non saper cosa assaggiare per primo. Fate una tabella di marcia e cercate di seguirla ma senza troppa ansia da prestazione, file agli ingressi delle attrazioni principali e condizioni metereologiche permettendo e tenendo a mente il punto 3 ed il 4.

3.Gli spazi.

Parliamone. Gli spazi sono immensi, le distanze a colpo d’occhio sembrano brevi, ma poi si ha la sensazione di non arrivare mai. Attenzione, non mi riferisco percorsi in metro o ai tragitti in bus ma di distanze percorse a piedi. Personalmente non ero minimamente preparata ed ero tra l’altro totalmente fuori forma. Pessima abbinata.

4.La metro.

Parliamo anche di questa. E’ una mia sensazione o la metro di Parigi sembra incasinatissima? Ci saranno anche 14 linee più i treni, ma si incrociano letteralmente a caso! Comunque dovrei essere l’ultima a parlare dato che Roma ha solo due linee che si incrociano solo a Termini e spesso sono fuori servizio o con dei tempi di attesa biblici… In ogni caso anche i trasferimenti in metro, seppur i treni siano puntualissimi, sul fronte “tempo”, per via dei cambi e delle coincidenze, hanno il loro peso, tenete conto.

5.Siate preparati alle truffe ed ai brutti ceffi.

Sì avete letto bene, truffe e brutti ceffi.
E’ vero che Parigi è una grande città, ci sono borseggiatori e via dicendo ma questo è davvero un punto a cui tengo particolarmente dato che tutti danno info pratiche su quale abbonamento metro scegliere o scrivono di quanto è bella la città (su questo arriverò anche io, promesso) ma nessuno dice di tenere gli occhi aperti.
Per entrare nella fiera dei luoghi comuni neanche a Napoli ho visto gente così invadente, anzi.

A parte quelli che cercano di rifilarti fantomatici ticket scontati per i mezzi pubblici ed il classico gioco delle tre carte che, tra l’altro, a Roma non fa più nessuno neanche al mercato di via Sannio nell’ora di punta, e qui si sgamano facile perché i “compari” del prestigiatore sono più brutti e rozzi di lui, prestate sempre molta attenzione, soprattutto nei luoghi più turistici ed affollati.

Personalmente ho incontrato situazioni spiacevoli a Montmartre, una che si è risolta declinando gentilmente l’invito, l’altra leggermente più pesante.

Nei vicoletti nei dintorni di Place du Tertre alcuni artisti abusivi armati di fogli e matita proporranno di farvi un ritratto svagheggiando ampliamente sul prezzo, non accettate a meno di averlo pattuito in anticipo (io eviterei a prescindere), a ritratto fatto pretenderanno svariate decine di euro. Noi siamo tornati a casa senza i nostri faccioni disegnati su un foglio di carta ma la sera cercando qualche info riguardo un’altra situazione spiacevole che ci è capitata, tra le “truffe” famose ai danni dei turisti c’è proprio questa perpetrata dagli artisti abusivi che gironzolano tra queste stradine.

Prestate molta attenzione sulla salita del Sacro Cuore, ai lati delle due piccole salite che dalla piazza con la giostra portano al primo livello verrete letteralmente braccati da alcuni ragazzi di colore, che tra l’altro parlano tutte le lingue del mondo, che in un modo non proprio gentile cercheranno di farvi un braccialetto intrecciando due fili colorati. Cercate di non dargli peso, mostratevi disinteressati e declinate gentilmente l’invito cercando di mantenere la calma ma soprattutto non fatevi aggangiare in alcun modo il cappio al dito…una volta iniziato il braccialetto pretenderanno dei soldi e non esiteranno a minacciarvi con una specie di tagliaunghie/coltellino che usano per tagliare i fili a fine lavoro.

Non si accontentano di qualche euro ma cercheranno di spillarvi più soldi possibile.

Con noi sono passati da un tranquillissimo “Lo fanno tutti è tradizione” Tutti chi? Io non lo voglio fare!
A un “Se tu fai il bravo con me io faccio il bravo con te!”. Ah sì?

Altro fatto spiacevole è che agiscono in gruppo, e non è detto che mentre il primo vi rimbambisce con la storia del braccialetto gli altri non vi alleggeriscano lo zaino. A noi ha detto fortuna, entrambe le volte che abbiamo salito la scalinata siamo riusciti a svicolare, anche perché diciamolo è uno dei posti più belli ed emozionanti di tutta Parigi e arrivare con la funicolare o dalle stradine laterali non è esattamente la stessa cosa, ma codesti soggetti risultano davvero fastidiosi ed invadenti, soprattutto per il fatto che si mettono in gruppi da 8-10 a bloccare il passaggio e sfuggirgli non è facile. Insomma io avrei voluto saperlo prima!

Detto questo Parigi è una città bellissima, è arte, letteratura, moda e cultura. Parigi è l’aria dei bistrot e delle brasserie e quella sofisticata della haute couture. E’ talmente un megaconcentrato di esperienze da vivere che sento di essere tornata a casa insoddisfatta.
Due giorni sono pochi ma non per questo bisogna rinunciare in partenza, si dà un primo assaggio alla città, si prendono le misure, si fanno i conti che non sempre i viaggi riescono perfetti… in attesa del prossimo incontro!
Paris vous voir bientôt!

 

10 Comments

  • Alessia ha detto:

    Questa cosa delle truffe e dei raggiri mi suona proprio nuova. Quando siamo stati una settimana, ormai svariati anni fa, non ricordo presenze così inquietanti. Deve essere peggiorata la situazione nel frattempo. Ci credo che sei tornata a casa insoddisfatta… Parigi è strepitosa e mi piacerebbe tornarci presto per viverla meno da turista..:)

    • Valentina ha detto:

      Anche a me piacerebbe tornarci e viverla meno da turista…e poi due giorni sono proprio pochi! Per le truffe sinceramente non saprei, ci sono rimasta male anche io, soprattutto per i brutti ceffi sulla salita del Sacro Cuore, più che altro perchè agiscono in gruppo e sono minacciosi, non si fermano davanti a un “no merci” o un “no grazie”! Una cosa l’ho imparata, che bisogna stare con gli occhi aperti!

  • Silvia Demick ha detto:

    Anche io sono stata a Parigi per 48 ore e sono d’accordo con te sul fatto che purtroppo siano poche per una città così. Ho notato i tizi di cui parli e la scenetta dei braccialetti, ma per fortuna non si sono avvicinati. Unico episodio spiacevole durante il viaggio: quando sono arrivata alla Gare du Nord dall’aeroporto ho cercato un taxi per l’albergo, e tutti i taxisti hanno rifiutato la corsa perché “è solo un tragitto di dieci minuti”. Così sono stata costretta a prendere la metro e cambiare ben tre linee per arrivare in hotel. La prossima volta mi organizzerò meglio 🙂

    • Valentina ha detto:

      Ma davvero??? Non ho davvero parole! Anche perchè la Gare du Nord non è che sia tutto questo bell’ambientino! Secondo me non sei tu che ti devi organizzare meglio…ma i tassisti che si commentano da soli!!!

  • Parigi è la mia chimera.
    Fin da bambina sogno di andarci, fin da bambina ho sentito promesse su promesse che riguardavano me a Parigi ma alla fine mai si sono avverate.
    Nonostante questo, nonostante il mio film preferito sia Midnight in Paris e una mia amica per i miei 19 anni mi abbia regalato un ritratto di me sotto la tour eiffel con la macchina fotografica in mano, ora come ora non sento la spinta di andare. Dopo i brutti fatti che sono avvenuti lo scorso novembre in me è rimasta la paura e l’idea di una Parigi poco sicura, teatro di spaventose vicende.
    E’ come quando metti su un piedistallo qualcuno e questo qualcuno, un giorno, non per colpa sua, se ne esce con una parte del suo carattere completamente nuova che non ti saresti mai aspettata e che ti fa crollare tutto.
    So che questo significa darla vinta alla paura e che non siamo sicuri neanche nella nostra città, ma per ora mi sento così.
    Parigi saprà aspettarmi, spero.
    Felicissima di aver letto le tue impressioni sulla città e spero tu possa tornarci il prima possibile per godertela ancora di più! 🙂

    • Valentina ha detto:

      Ciao Lucrezia, che belle queste tue riflessioni su Parigi. Ti confesso che ti capisco benissimo, anche noi abbiamo pensato a lungo se partire o meno, alla fine abbiamo deciso di andare, di non darla vinta alla paura, ovviamente sono partita con un carico di aspettative molto inferiore al tuo dato che non ho mai avuto il mito di questa città.
      Parigi saprà aspettarti e non ti deluderà, come saprà aspettare anche me che questo primo appuntamento non lo so mica come è andato! 🙂

  • TravelandMarvel ha detto:

    Ciao! Anch’io sono stata a Parigi per 3 giorni un mesetto fa.. onestamente a Sacro Cuore non ho avuto le tue stesse esperienze.. si certo c’erano quelli che vendevano braccialetti e altri gadget, ma non sono risultati così “molesti” almeno con me… Ho trovato, invece, molto fastidiosi e sgradevoli quelli che cercavano di venderti i ticket della metro ingannandoti.. tipo dicendo che Notre Dame si trova in zona 3 e quindi non è sufficiente il “classico” biglietto da €1,50.. e quelli che ti chiedono per quanto rimani e cercano di venderti “abbonamenti”.. “Rimani fino a domenica?” “Allora ti conviene il 3 days ticket da 70€…!”

    • Valentina ha detto:

      Ciao! Quelli dei biglietti sono incommentabili, noi abbiamo preso ogni giorno un ticket della Mobilis giornaliero per 7 euro ed è finita là. Per quanto riguarda i tizi al Sacro Cuore, quelli che vendevano i souvenir erano tranquillissimi, quelli dei braccialetti li ho trovati pesanti. La loro tattica non l’ho molto ben capita…accerchiavano più che altro il mio ragazzo, con me erano leggermente meno insistenti, ma sempre fastidiosi li ho trovati!

  • SimonePols ha detto:

    Aggiungerei: diffidate dai bei tavolini posti fuori dai locali anche se si tratta di una stradina anonima e non di una bella piazza 😀

    In piazza si sa che un caffè ti costa un patrimonio, in una stradina non mel’aspettavo, 5€ di cappuccio gli ho lasciato ahaha, però mea culpa, avrei dovuto entrare a chiedere!

    Per quanto riguarda i ragazzi al Sacro Cuore, ricordo che inseguivano anche a me, ma dopo poco rassegnati si sono avventati su un turista giapponese.. povero signore 😀

    • Valentina ha detto:

      E’ vero ai caffè ipercostosi non avevo pensato, confesso però che non abbiamo avuto il tempo materiali per fermarci! Meno male esistono i giapponesi, anche nel nostro caso dopo aver seminato i ragazzi del braccialetto questi si sono avventati su un gruppo di giapponesi! Poveri!!!

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