Grazie Londra!

Sinceramente non avrei mai pensato di scrivere qualcosa su Londra.

E’ una di quelle città su cui tutti hanno scritto di tutto ed io ci sono stata solo una volta tra l’altro un po’ da sprovveduta. C’erano troppe cose che volevo fare, troppi posti che volevo vedere che, ripensandoci adesso, mi sembra di aver fatto tutto di corsa.

Non pensavo di scrivere non perché non mi fosse piaciuta ma perché è stata la prima città che ho visitato con cognizione di causa, il primo viaggio “serio” dopo anni di vacanze al mare, dove, dopo la prima mezza giornata in spiaggia già mi ero scocciata o dopo anni in cui, per un motivo o l’altro, avevo deciso di non partire proprio. Ed allora sapevo meno cose, ero meno critica, guardavo tutto con occhi incantati, dai cab ai bus rossi a due piani, dai poliziotti in divisa alle statuette delle Regina nei negozi che ti fanno “ciao!”. Era la prima volta dopo l’esperienza a Barcellona che uscivo dall’Italia per visitare una grande città.

A parte le gite scolastiche, ma quelle non valgono: non mi ricordo niente!

Sono stata a Londra nell’estate 2012 ed allora il blog e l’idea di continuare a viaggiare a questi ritmi era veramente lontana, anzi mi sembrava davvero impossibile. Mai avrei creduto che da lì a due anni avrei visto con i mei occhi lo skyline di New York, avrei mangiato panini con il pastrami dove Harry incontrò Sally,  mi sarei sentita un puntino minuscolo tra la folla di Shibuya o avrei passeggiato tra le stradine tradizionali di Kyoto.

Mai avrei pensato di avere tanti altri viaggi pronti nel cassetto.

Mi sembrava veramente un sogno essere partita per una vacanza diversa da quella al mare e trovarmi nella capitale inglese mi faceva sentire davvero alternativa e per il momento andava bene così.

Ero proprio un’italiana media, senza offesa.

Ma andiamo con ordine.

Erano anni che Salvatore mi diceva che avrei dovuto vedere Londra. Ed io ogni volta rimandavo. Non ho i soldi…è una città carissima… è piena di italiani…poi non ti dico che tipi, quelli che a Londra fanno i lavapiatti ed in Italia neanche il commesso… la sterlina “picchia” ed altre mille giustificazioni su questa linea.

Ed allora cosa è che ha fatto scattare la molla e mi ha fatto dire “OK, andiamo!” senza troppi ripensamenti? Sono state due riflessioni scaturite un po’ per caso, un po’ no.

La prima sono i viaggi di nozze.

Non me ne vogliano amici e parenti che forse leggeranno ma a 30 anni hai tanti amici che si sposano e partono per viaggi bellissimi. Ecco io non voglio aspettare il matrimonio per vedere il mondo con un viaggio da una botta e via, non rincorro l’abito bianco né tantomeno il pacchetto dell’agenzia con promesse di trattamenti “luxury” solo perché sei in viaggio di nozze quindi un polletto da spennare. Non era da me prima, non lo è, a maggior ragione, adesso. Viaggiare si può ed è molto più accessibile di quello che vogliono farci credere.

La seconda rivelazione è arrivata grazie a una bambina di 5ª elementare, sì di 5ª elementare che tutta spocchiosa mi ha detto:

“Non ci sei mai stata? Io ci sono stato in gita!”

“In gita???” Ecco, mi sono sentita come la sbarbatella che dal paese arriva in città.

Alle elementari mi hanno portato al massimo al Parco dei Mostri di Bomarzo, alle Cascate delle Marmore, alla montagna spaccata a Gaeta, agli scavi di Pompei e lontano per dire lontano ad Assisi e Gubbio o alla città dei Ragazzi a Perugia. Viaggi rigorosamente in pullman, dove anche mamme e fratelli minori potevano partecipare, dove per sicurezza ti portavi una palla, la corda e l’elastico per giocare durante la pausa pranzo.

Forse viaggi più alla portata di un bambino di 11 anni.

Ecco quella bambina mi ha scosso, ha toccato dei nervi scoperti, mi ha fatto capire che a 30 anni forse era ora di iniziare a vedere il mondo e concretizzare qualche sogno.

Ed ecco che a Londra mi sono svegliata ed ho preso in mano una passione rimasta soffocata per troppo tempo e che sta piano piano diventando uno stile di vita.

London Calling!

London Calling!

Londra mi ha fatto capire che là fuori c’è un mondo bellissimo e vastissimo, ricco di tradizioni, culture, paesaggi che avrei voluto vedere, di odori che avrei dovuto sentire, di posti che ti lasciano un emozione così forte che restare a guardarli in foto non basta più.

Che vale la pena risparmiare tanto e poi buttarsi. Mi sono innamorata dell’idea del viaggio e della scoperta dell’altro in una città enorme in cui storia e modernità convivono in perfetta armonia.

Che le vacanze ad Anzio beach (non me ne voglia la suocera) non le farò mai più.

Che stare più di 4 giorni nello stesso posto inizia a starmi stretto, a meno che non stiamo parlando di città enormi che ti risucchiano come Londra, New York e Tokyo.

Che inseguire i propri sogni è bellissimo e quando li realizzi e senti che ce l’hai fatta ti senti felice.

Che viaggiare è una droga ed allora ne vuoi sempre di più.

Ho scoperto che davvero apre la mente e fa prenotare voli per posti che mai avresti pensato di desiderare così tanto, alla faccia delle leggende metropolitane e dei pregiudizi di menti chiuse ed ottuse. Viaggiare è anche linfa vitale, a volte il progetto di un viaggio da organizzare dà la spinta per andare avanti in quelle giornate, a volte lunghe mesi, un po’ NO.

Che sono terrorizzata dall’idea di volare ma mi terrorizza ancora di più l’idea di rimanere immobile e guardare il tempo che mi scorre avanti, di sapere che lo sto sprecando. Che i soldi vanno e vengono, il tempo se ne va e basta.
Londra ha aperto la strada a tanti sogni, voglia di vivere e viaggiare.

Ha cambiato il mio modo di approcciarmi al cibo. Sono diventata curiosa dei sapori del mondo, ho mangiato per la prima volta in un ristorante greco, in un ristorante indiano, ho assaggiato l’hummus ed ho scoperto che anche alcune catene non sono male tipo Nando’s.
Che la coca cola qui la paghi una volta e puoi riempirti il bicchiere quante volte vuoi – io una sola perché mi vergognavo – e che una cosa così da noi sarebbe impensabile, probabilmente la gente si porterebbe le taniche vuote da casa da riempire al ristorante. Beh ha cambiato anche il modo di guardare i miei connazionali, almeno una buona fetta di loro, ma qui si aprirebbe un discorso troppo vasto ed anche abbastanza spinoso.

Ha cambiato il modo di approcciarmi all’arte. A Londra la maggior parte dei musei sono gratis, a limite chiedono un’offerta, ed allora eccomi a fare la fila al National Gallery per ammirare Van Gogh e al British Museum davanti la Stele di Rosetta.

Ha confermato la mia passione per mercatini e bancarelle, lì non avrei problemi e saprei sempre cosa fare tra Covent Garden, Camden Markets, Spitafields e Portobello solo per citarne alcuni.

A Londra ci sono parchi grandissimi e verdissimi con tanto di laghetto e barchette, e sono pieni di scoiattoli.

A Trafalgar Square è vietato dar da mangiare ai piccioni perché deturpano la piazza, finalmente qualcuno che lo dice. Li ho amati anche solo per questo gli inglesi.

Ho fatto pace con il trasporto pubblico: ho preso metro ed autobus tutti i giorni e non li ho mai trovati affollati. Certo poi torni a casa e ti senti male.

Ho cercato di parlare con la Regina ma non mi ha accolta in udienza, non le ho potuto chiedere di farmi diventare sua suddita. Peccato sarà per la prossima volta.

Londra è una città immensa con milioni di cose da fare senza annoiarsi mai. Durante il mio primo viaggio ho seguito le tappe turistiche classiche e mi sono persa tanti piccoli piaceri veramente british come prendere un tè alle cinque con tanto di dolcetti, andare a Greenwich, vedere un musical, fare un giro in traghetto sul Tamigi, passeggiare per angoli meno turistici e fermarmi un pomeriggio in un pub a prendere una birra, Salvatore ancora me lo rinfaccia.

All you need is love

All you need is love

Grazie Londra, sono in debito con te come lo sarei nei confronti di una cara e vecchia amica che dà un consiglio sincero e spassionato.

Ci vediamo presto, ti devo una birra.

E non solo a te!

3 Comments

  • Chiara ha detto:

    Meno male c’è stata Londra! Contenta che tu abbia scoperto la magnifica arte del viaggiare. Il mondo è talmente bello e vasto che non possiamo limitarci a vivere le nostre vite in modo piatto,senza avere la curiosità di scoprire luoghi, culture e sapori.

    • Valentina ha detto:

      Ciao Chiara! E’ vero!!! In realtà, seppur meno “in grande” viaggiare mi è sempre piaciuto ma ero come bloccata, Londra ha dato il via a tanti sogni ma soprattutto alla voglia di farli diventare realtà. Poi ho un conto in sospeso…devo tornare per ringraziarla e fare un sacco di cose meno turistiche!

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