Scoprire Bologna #1: città di portici e piazze

[Intro]
Io e Bologna abbiamo un conto in sospeso dai tempi del liceo, e ieri sera (4 Aprile), un post sulla pagina Facebook del quotidiano Repubblica me l’ha ricordato facendomi cadere 20 anni fra capo e collo.
“Mio dio sono già passati 20 anni??? Sono vecchia!!!”
20 anni fa usciva il film tratto dal libro che ha segnato il mio passaggio nell’adolescenza, quel Jack Frusciante di un giovanissimo Enrico Brizzi, che o si ama, o è una “cagata pazzesca”. Faccio outing, io l’ho amato.
Sullo sfondo di tutta questa storia d’amore tardoadolescenziale c’è lei: Bologna.
Per me è stato amore a prima vista.
Ho impiegato solo 20 anni per visitarla e mezza giornata per innamorarmene all’istante.
A voi è mai successo di sentire un richiamo pazzesco per una città, un paese, leggendo un libro o vedendo un film? Sentire il richiamo dell’idea che quel posto emana?
[Fine dell’intro]

Bologna è un superconcentrato, è piccola ma vale per tre.

Tre come gli appellativi che la contraddistinguono, se Roma è “Eterna”, Venezia “Serenissima”, Bologna è “Dotta” per via dell’Università più antica d’Europa, “Rossa” per il colore del cotto che caratterizza tetti e mattoni del centro storico medievale perfettamente conservato, e molto “Grassa” perché da quelle parti mangiare bene è uno stile di vita ed il buon cibo davvero non manca.
Io ne aggiungerei un quarto: per me Bologna è anche molto “Rock”, sarà che moltissimi ragazzi vengono qui a studiare, sarà che la città affonda le sue radici nella musica e la musica è una fedele compagna di viaggio mentre gironzoli per le vie del centro, sarà che a me è piaciuta tanto quell’aria un po’ alternativa e strafottente.

Ma cosa fare a Bologna in un weekend? In giro guide non ce ne sono, bisogna affidarsi a internet, ai blog, ai siti più o meno ufficiali che a volte risultano però un po’ dispersivi.

Il centro storico è raccolto e davvero ben tenuto, e con una bella passeggiata si riescono a vedere i monumenti più importanti e via con il secondo giro alla scoperta di angoli più ricercati.

Bologna è una città di piazze e portici, segreti e goliardia. Oggi vi parlo dei primi due: i portici, vere e proprie corsie pedonali lato strada, come i marciapiedi ma con tanto di riparo, affreschi e arte incluso nel pacchetto, insomma se li hanno candidati a Patrimonio Unesco un motivo ci sarà. Le piazze poi sono una più bella dell’altra, straripanti di musica e di vita.

LE PIAZZE

Bologna è vita che scorre nelle sue piazze, unite da un unico invisibile filo: la musica. La musica a Bologna ti prende sotto braccio, ti accompagna, ti fa compagnia, è la tua colonna sonora. Spesso sotto i portici o nelle piazze si incontrano gruppi di ragazzi che suonano i generi più disparati, dal folk irlandese allo ska passando per tutte le sfumature del rock.

Piazza di Porta Ravegnana è immancabile, qui si trovano le due Torri più famose: Garisenda e Asinelli. Insieme ai portici sono il tratto distintivo della città. Nel medioevo erano circa 100 di cui solo 24 sono “sopravvissute” ed arrivate fino a noi e sono perfettamente incorporate nel profilo cittadino. Da qui si può proseguire verso Piazza Maggiore percorrendo via Rizzoli e poi girando in via dell’Archiginnasio o dirigersi verso Piazza della Mercanzia. Oppure ancora prendere via Zamboni e arrivare alla zona universitaria o al ghetto ebraico.

Torre Asinelli e Torre Garisenda

Torre Asinelli e Torre Garisenda

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Piazza della Mercanzia è un tuffo nel Medioevo, con i portici in legno ed il Palazzo della Mercanzia che dà il nome all’omonima piazza, sede della Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato, al cui interno è conservato il modello aureo della tagliatella bolognese: larghezza di 8mm cotta e servita, depositato con tanto di atto notarile e campione racchiuso in uno scrigno. Purtroppo non credo si possa visitare, peccato.

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Piazza della Mercanzia

Piazza del Nettuno: famosissima piazza alle spalle di Piazza Maggiore, incorniciata da Palazzo Re Enzo e Palazzo d’Accursio. L’interno del palazzo ospita la Biblioteca Salaborsa, uno spazio multimediale completamente ristrutturato e riaperto al pubblico nel 2001. La ristrutturazione ha tenuto conto l’antica struttura della Sala che nel corso dei secoli è stata sede, tra le altre cose, di un orto botanico, delle regie Poste, di una sala per le contrattazioni di borsa (da qui il nome), nonché di un Palasport.

Statua del Nettuno

Statua del Nettuno

Biblioteca Salaborsa

Biblioteca Salaborsa

Piazza Maggiore la più famosa, la più grande, la più maestosa. Incorniciata dalla Basilica di San Petronio, Palazzo del Podestà e Palazzo de Banchi. Dopo un lungo restauro, ancora in corso, è possibile visitare gli interni della Basilica, e con un contributo di 2€ è possibile scattare fotografie. Sotto Palazzo dei Banchi scorre il Portico del Pavaglione dove si trova l’accesso sia per il Museo Civico Archeologico che per l’Archiginnasio, sede della prima Università. Oggi all’interno dell’Archiginnasio c’è la Biblioteca Comunale, specializzata in testi umanistici ed il Teatro Anatomico, sede dell’antica aula di Anatomia e visitabile con un costo di 3€ se all’interno non ci  sono altre iniziative culturali. (Noi lo abbiamo trovato chiuso).

Scorcio di Piazza Maggiore

Scorcio di Piazza Maggiore

Torre dell'Orologio - Piazza Maggiore

Torre dell’Orologio – Piazza Maggiore

Basilica di San Petronio

Basilica di San Petronio

Portici dell'Archiginnasio

Portici dell’Archiginnasio

In Piazza de’ Celestini si può ammirare l’installazione commemorativa dedicata a Lucio Dalla, la panchina non l’ho vista perché era Sabato Santo, era appena finita una messa ed era pienissimo di gente.

Piazza dei Celestini

Piazza de’ Celestini

La mia preferita: Piazza Santo Stefano ed il complesso delle sette chiese. Piazza Santo Stefano è un gioiellino, sarà per il pavimento acciottolato, la Basilica sullo sfondo, per l’atmosfera calma e rilassata, ma fra tutte è quella che mi è piaciuta di più, in realtà non è neanche una piazza nel senso stretto del termine bensì uno slargo. La Basilica di Santo Stefano è una chiesa particolarissima, nota anche come “Complesso delle sette chiese” in quanto sono sette chiese una dentro l’altra, di epoche e stili completamente differenti.

I PORTICI

I Portici sono la caratteristica di Bologna, 38 km di portici (53 se si contano anche quelli fuori dal centro storico), candidati a Patrimonio Unesco, della serie se piove si può tranquillamente uscire senza ombrello. Il bello è che ce ne sono per tutti gusti, medioevali con colonne altissime in legno e perfettamente conservati, rinascimentali, colorati, moderni, bentenuti alcuni, altri invece tremendamente sporchi e puzzolenti. Sono il profilo della città, il tratto distintivo.

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Il portico di San Luca è da primato: è il portico più lungo del mondo e collega la città da Porta Saragozza al Santuario di San Luca per una lunghezza totale di 3796 metri e 666 arcate. Noi abbiamo percorso il tratto che va dal Meloncello al Santuario, e non è esattamente una passeggiata, sinceramente non so se consigliarlo o meno dato che il panorama non mi ha entusiasmato (ma forse ero stravolta dalla fatica), è più un’esperienza di misticismo ed espiazione che, a dire il vero, mi sarei risparmiata volentieri.

Portico di San Luca

Portico di San Luca

San Luca

San Luca

Panorama da San Luca

Panorama da San Luca

Quelli che mi sono piaciuti di più sono il portico medievale di Casa Isolani su Strada Maggiore e quello in Piazza della Mercanzia. Sono dettagli che ti proiettano in un’altra epoca, segno tangibile della storia. Sono completamente in legno ed al primo è legata una leggenda, uno dei sette segreti di Bologna, ma questa è un’altra storia e ve la racconto la prossima volta!

12 Comments

  • Alessia ha detto:

    Bellissimo articolo Vale! Non sono mai stata a Bologna e dopo questa tua guida vorrei andarci anche solo per sentire la musica che ti accompagna ad ogni passo (e anche per le pappardelle, lo ammetto!). Riguardo la tua domanda, a me piacerebbe visitare Procida, luogo dove è ambientato L’Isola di Arturo, uno dei miei libri preferiti. Un bacio Vale, buona settimana. 🙂

    • Valentina ha detto:

      Ciao Alessia, in effetti ancora non mi capacito come abbia potuto impiegarci tutto questo tempo per visitare Bologna! Spero di poterci tornare presto e non far passare altri 20 anni, diciamo che anche nel mio caso le pappardelle sono un forte richiamo! Corro a mettere “L’isola di Arturo” sul comodino tra i libri da leggere prossimamente…mi vergogno un po’ a dirlo ma non l’ho mai letto mentre mia sorella lo lesse durante il liceo…chissà che non sia anche per me l’ispirazione per un viaggio a Procida! Grazie di essere passata tra queste pagine, a presto! 🙂

  • Ma che bellaaaa! Sai abbiamo letto tanti articoli su Bologna ma in questo si sente proprio quel pizzico di amore in più che ci fa appassionare ad una città!
    Molto probabilmente questa estate faremo un road trip in emilia romagna e non ci faremo certo scappare Bologna, città che non abbiamo mai visitato!

    Grazie per la tua guida e per le belle foto <3

    • Valentina ha detto:

      Grazie mille ragazzi… seguirò il vostro road trip con moooolto piacere allora! Anche perchè vorrei scoprire anche altre città dell’Emilia Romagna come Ferrara, Ravenna, Parma, San Marino…e la lista dei posti si allunga ad ogni viaggio sempre di più! Bologna a me è piaciuta tantissimo come città, non fatevela scappare!

  • Silvia Demick ha detto:

    Ti dico solo una cosa: quel libro l’ho amato anche io… E visto che si parla di fare outing, avevo visto pure il film con Accorsi e Violante Placido
    Mi sa che abbiamo anche l’età in comune e la gita al liceo a Bologna: mi sa che devo tornarci e sicuramente seguirò i tuoi consigli.
    Un bacio, Silvia.

    • Valentina ha detto:

      Ciao Silvia, anche io avevo visto il film ma non lo amai particolarmente, il libro invece mi ha emozionato centomila volte di più (come succede nel 99,9% dei casi) e lo tengo tipo reliquia! A pensare che son passati 20 anni mi sento proprio vecchia inside ma soprattutto…dovevo far passare 20 anni prima di vedere Bologna?!?

  • TravelandMarvel ha detto:

    A parte che mi sono innamorata della tua introduzione… complimenti, non solo per le scelte in campo di lettura.. ma anche per i consigli! Ho visitato Bologna una volta qualche anno fa con un’amica, ma è stata davvero una visita superficiale.. quindi annoto i tuoi consigli per quella che sarà una futura visita, spero a breve! Non sapevo del modello aureo della tagliatella bolognese.. incredibile! 😉

    • Valentina ha detto:

      Si anche a me sembrava abbastanza incredibile e non ci volevo credere! L’ho scoperto per caso una sera mentre guardavo abbastanza distrattamente L’Eredità (questo è il post dei miei outing 🙂 )! Purtroppo non credo si possa visitare, ma è un punto su cui mi devo informare meglio, sono troppo curiosa!!!

  • Chiara Paglio ha detto:

    Anch’io ho un debole per Piazza S. Stefano, ha un’atmosfera che non ritrovo da nessun’altra parte a Bologna. Ma devo bacchettarti su San Luca: preso con la dovuta calma (che significa compiere in un’ora e mezza un tragitto che si fa in 30 minuti ahah), diventa un luogo stupendo. Bell’articolo, molto completo 🙂

    • Valentina ha detto:

      Con Piazza Santo Stefano è stato amore a prima vista! San Luca purtroppo non sono riuscita ad apprezzarlo come avrei voluto… sicuramente per colpa della mia pessima forma fisica, la prossima volta ci vado più allenata, sono arrivata in cima che stavo morendo!

  • Martina ha detto:

    Sono stata a Bologna una sola volta, ma non l’ho esplorata veramente, perché ero lì per incontrare un’amica che non vedevo da molto tempo. Salvo i post così la prossima volta la scopro come si deve 😉
    Grazie dei consigli 😀

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