Un anno di viaggi mancati ed un 2016 di nuove consapevolezze

Un viaggio che sfuma #3, ultimo capitolo.

A giugno sfumava il mio viaggio in Cina, pensavo di non poter superare lo shock, il dispiacere, la delusione e l’incazzatura. Parte dei miei risparmi erano stati letteralmente regalati alla Emirates che ci ha rimborsato circa il 40% dell’intero biglietto, e per giorni e giorni sono stata cupa, negativa e nervosa.

Ma oggi a sei mesi da quell’infausto giorno sono sicura, che dico sicura, sono superconvinta che doveva andare così.

I viaggi insegnano tanto, e sempre, da quando vengono studiati e pianificati nei più minimi dettagli, quando si iniziano a spendere soldini per farli diventare realtà, anche quando alla fine, per motivi non dipendenti da noi, sfumano.

Oggi, anche se quella Valentina non è andata in Cina, di notte sogna ancora noodles e ravioli e riguarda con un velo di tristezza quella foto della Muraglia Cinese sulla quale ha deciso che la prossima meta del viaggione, quello che ti risucchia i risparmi di un anno di sacrifici, doveva essere Pechino, è una persona diversa, con nuove consapevolezze. Migliore.

Sento di dover essere sincera perché spesso a leggere blog altrui ci si ubriaca, si viene colpiti da un’insana malattia che non è amore per il viaggio, è smania, voglia di simulazione, si diventa succubi di una passione che anziché fare stare bene diventa peggio di un amore tormentato.
Passavo i giorni stilando delle liste, quest’anno Cina, poi Thailandia, Cambogia, e la Birmania dove la mettiamo? Mio dio e se nel frattempo rimango incinta? Come faccio ad andare in Vietnam? Epicuro docet e quella lettera sull’amicizia che in terzo superiore ci fece comprare la prof. mi ha dato oggi un insegnamento più attuale che mai.

In realtà io subivo tutto questo e non stavo bene. Non stavo bene con me stessa e a momenti neanche con Salvatore che, poveretto, mi sopportava.

A distanza di mesi ho capito che viaggiare è bellissimo, sono grata alla Vita che nonostante le botte ricevute negli ultimi anni ha fatto sì che iniziassi a tirare fuori i sogni dal cassetto, quelli grossi e costosi, che farli rimanere insieme alle mutande non è bene, ma ho capito che una passione deve essere sana, deve rendere liberi e non schiavi.

Non andare in Cina, rimandare il viaggio ed optare all’ultimo secondo per una meta più vicina ed un itinerario improvvisato mi ha fatto ritrovare il piacere del viaggio stesso, il gusto della scoperta e dell’avventura.

Prima era come se fossi su un pontile, uno di quelli non molto lunghi ma che affacciano su un lago grandissimo, talmente grande che non si riesce a scorgere l’altra riva se non in giorni di cielo azzurrissimo e terso. Io stavo su quel pontile, sulla punta, sull’orlo di un baratro e mi affacciavo sempre di più per poter vedere cosa ci fosse dopo l’orizzonte e le giornate erano sempre troppo nebbiose.
E non vedevo niente, solo foschia.
In questi mesi ho metabolizzato il colpo ed ho imparato a fare qualche passo indietro, anziché cadere mi sono messa al sicuro ed ho scoperto che prima del lago c’è un paesaggio bellissimo ed io non me ne ero neanche accorta, ci sono montagne, prati, fiori, c’è un sentiero che porta su un’altura e da lì si può ammirare il panorama da una diversa prospettiva. E lassù ho ridato i primi respiri a pieni polmoni.

Sogno sempre l’Asia e di finire un giorno in Sudamerica, di strafogarmi di nuovo di Pastrami da Kat’s e di sporcarmi con la sabbia rossa dell’Outback, di sapere se la Monument Valley sia così silenziosa come penso e la Death Valley un forno sulla terra, sogno di vedere i cieli d’Irlanda ed i Castelli della Scozia sia chiaro, so che prima o poi tutto questo arriverà, senza ansia e senza fretta, basta volerlo. Ed è così che voglio che questa stupenda malattia che si chiama viaggio mi affligga e mi faccia essere fiduciosa nei confronti della vita e del futuro.

Questo 2015 è stato un anno strano, mi ha tolto dei sogni senza andare troppo per il sottile, ma ne ha portato uno bello grosso che porta il nome di Istanbul, una meta sognata per talmente tanti anni che quando ho preso i biglietti non ci ho creduto fino al momento dell’atterraggio, mi ha portato nel sud della Francia, facendomi innamorare di un Paese che fino ad allora avevo guardato con troppa aria di sufficienza e poca convinzione, mi ha portato per la prima volta tanto a Nord, sotto il cielo di Stoccolma, dove ho scoperto che questo Nord non è così freddo ed impersonale come pensavo. Abbattere i propri pregiudizi è bellissimo. E’ uno dei motivi per cui mi piace essere una drogata di viaggi!

Mi ha insegnato che non sempre le cose vanno come si programmano e noi dobbiamo prenderle un po’ come vengono ma ad ogni sventura spesso corrisponde una fortuna, ed ho deciso che l’ago di quella bilancia lo voglio far pendere dalla parte dell’energia e della positività, sempre e comunque.

Mi ha insegnato ad essere un po’ più forte e più equilibrata. E non è poco. Per me questa è già una vittoria personale ed un punto di partenza su cui continuare a lavorare.

Non so dove mi porterà questo 2016 che sta per fare capolino, quali sentieri calpesteranno i miei piedi e cosa imparerò lungo la strada ma tutto questo polpettone è per dire che, se ci confermano i giorni, compriamo dei biglietti per Bari ed io al solo pensiero sono felicissima!!!

Buon Anno a tutti voi che ogni tanto passate da queste parti, che questo 2016 porti ad ognuno di noi gli strumenti, la positività e l’energia necessaria per realizzare i propri sogni!

12 Comments

  • Che bellissimo articolo!

    Ti capisco, lo sai? In tutto. Domani sarei dovuta partire per Parigi, era un viaggio che sognavo da anni, in più ho passato un brutto autunno e il 30 dicembre era la data fino a cui dovevo tenere duro. E poi niente, ho fatto anche una cosa che mai avrei pensato: non solo rinunciare a un viaggio, ma farlo a causa della paura del terrorismo.

    Sono stata due settimane in depressione, volevo cancellare tutti i voli già prenotati, non viaggiare più (sì, ho tendenze melodrammatiche non indifferenti). Fino a che non ho pensato “hey, viaggiare deve essere una cosa bella”. Quindi mi sono calmata, ho iniziato a programmare i prossimi viaggi.

    Ed è vera anche la cosa che dici sull’emulazione degli altri blogger, a volte anche io leggo articoli di persone che fanno un viaggione ogni due mesi e devo ripetermi mentalmente “no cara, tu non lo puoi fare, non ci pensare nemmeno!”.

    Ti auguro un buon 2016, e ti auguro tantissimo di poter finalmente andare in Cina 🙂

    • Valentina ha detto:

      Grazie mille Elisa, che bellissimo complimento! Se ti può consolare la “rabbia” di vedersi sfumare un viaggio passa…ci vuole tempo (taaanto) ma poi si sbolle…te lo dice una che nel 2015 si è vista sfumare un viaggetto e un viaggione ed ho dovuto disdire un paio di weekend proprio in questi giorni per motivi di salute. Sappi, per quello che vale, che hai tutta la mia comprensione su questo momento che stai passando! In più se ti può consolare ulteriormente, ti capisco anche per la questione Parigi, io ho dei biglietti per Marzo ma non ci sto facendo troppo la bocca dopo gli ultimi avvenimenti… non voglio fare la wonderwoman della situazione, se non ci si sente tranquilli, è meglio rimandare! Verranno periodi migliori, ci saranno altri voli da prenotare ed altri viaggi! Buon 2016 anche a te…e per la Cina…dita incrociatissime!!! 😉

  • Cara Valentina, questo articolo mi ha toccata nel profondo. È stato bello leggere del tuo cambiamento, delle tue nuove consapevolezze. Ed a volte è successo anche a me, di ritrovarmi a viaggiare o voler viaggiare per nascondere a me stessa altro, un malessere intrinseco che rende il viaggio una scusa e non un piacere. Ho poi ritrovato la mia voglia sana di viaggiare e di scoprire il mondo. Tempo al tempo come si dice. Oggi noi partiamo per la Germania, in questi periodi bui di guerre e terrorismo c’è sempre un po’ di ansia, ma proprio per il piacere di viaggiare e di non lasciarsi scoraggiare abbiamo deciso di andare comunque e pensare a star bene! Buon anno di cose belle cara ! Un abbraccio.

    • Valentina ha detto:

      Ben detto! Il viaggio deve farci stare bene, non assomigliare a delle fughe! Diciamo che quest’anno anche se le premesse non erano ottime ho ritrovato un po’ di equilibrio e ne sono davvero molto felice! Buon anno anche a voi ragazzi… ma soprattutto buon viaggio!!!

  • Franca ha detto:

    E’ una delle lezioni più utili. Imparare che su alcune cose non abbiamo alcun controllo fa bene alla salute e all’anima.
    Viaggiare è un po’ come imparare a perdere il controllo, visto che si può programmare tutto minuziosamente ma succederà sempre qualcosa di inaspettato – e magari sarà la parte migliore della vacanza.
    Anch’io ho rinunciato ad un viaggio in Cina, nel 2013, e ogni tanto sfoglio gli appunti e controllo i prezzi dei voli…chissà?

    A te e a tutte noi che abbiamo l’impressione che il mondo sia troppo grande ed il tempo troppo poco auguro un 2016 di scoperte e di crescita. E di Cina, perchè no? 🙂

    Auguri!

    • Valentina ha detto:

      Ciao Franca, che commento fantastico! Posso confessarti che mi sono venuti i “lucciconi” agli occhi? Misa che tra di noi “orfane” della Cina c’è un feeling speciale. Chi lo sa quest’anno dove mi porterà, in ogni caso gli appunti sono sempre pronti! 🙂 Ricambio con lo stesso augurio perchè è bellissimo! Un abbraccio!

  • Sara ha detto:

    Ciao Valentina, che post fantastico! Penso che tu abbia toccato i punti critici di molte persone…è normale che quando ci piace fare una cosa (in questo caso viaggiare) e vediamo che altre persone riescono a farla più di noi, questo porta ad un po’ di invidia, di gelosia e, al tempo stesso, alla voglia di incrementare sempre di più la nostra passione andando oltre i limiti fino a farci perdere di vista la realtà. La cosa più importante, però, è che tu te ne sia accorta! Hai preso coscienza di quanto tutto questo stava diventando per te un elemento negativo, che ti stava facendo sbagliare strada. Può capitare di prendere delle sbandate, di affliggersi e di innervosirsi ma il dono più prezioso che possiamo avere è la possibilità di rendercene conto per correggere il tiro. Mi spiace per i viaggi sfumati ma in certe situazioni non puoi farci nulla. E’ la Vita. Buon 2016!

    • Valentina ha detto:

      Ciao Sara! Il problema è che ci siamo scelte un hobby che richiede, per quanto uno cerchi di fare tutto “low cost”, tempo e denaro e va incastrato con duecento altri impegni…e poi quando credi di aver tutto pronto…la Vita fa qualche sgambetto! Nel mio caso da una sfortuna ho tratto un grande insegnamento, non pensavo ma proprio grazie agli imprevisiti ed ai viaggi sfumati ho imparato tanto! Buon 2016 anche a te! Un abbraccio!

  • cris ha detto:

    Ciao Valentina,
    ti capisco: anch’io ho rinunciato alla Cina nel 2014. Solo che dovevo andarci a vivere… poi le circostanze sono cambiate e sono finita in Congo. Ti lascio immaginare la tragedia, che sembra un parolone, ma per me è stato proprio così. Come dici giustamente tu però, anch’io sono sicura che doveva andare in questo modo. Ed è andata (e sta andando) bene così infatti. La Cina arriverà e con essa tanti altri viaggi!
    Un’altra cosa: bellissimo il tuo approccio al viaggio. Una blogger sincera, che viaggia come e quando può e che apprezza ogni singola scoperta, che parla di risparmi, che non si affanna ad allineare quante più tappe possibili e a mettere bandierine sul mappamondo.
    In bocca al lupo per il tuo 2016, che i sogni abbandonino finalmente le mutande! 😉
    Cris

    • Valentina ha detto:

      Ciao Cris, che bellissimo commento!
      Conosco la tua storia perchè ti leggevo anche prima…da “anonima” e so che non è stato facile ma posso immaginare. La Cina per quanto abbia i suoi problemi è un paese proiettato verso il futuro… grattacieli, consumismo, megalopoli ipermoderne affiancate da una cultura millenaria…posso solo immaginare lo shock di ritrovarsi in un posto semisperduto.
      A piccoli passi però si riacquista l’equilibrio e la strada che ci troviamo a percorrere ha sempre qualcosa da insegnarci, anche quando la vita ci fa qualche scherzo di troppo! Questo è il più grande insegnamento che porto con me da quest’anno che sta per finire. Un’ultima cosa, ti ringrazio anche per il bellissimo complimento! Grazie di cuore!
      Un mega in bocca al lupo anche al tuo 2016, via libera ai sogni!!! Un abbraccio!

  • Martina ha detto:

    Ho adorato questo post, davvero. Sincero e senza troppi fronzoli.
    Anche io a volte mi ritrovo a leggere i blog di qualcuno che è “sempre in giro”, che non si ferma un attimo e in quei momenti mi sento legata con delle catene pesantissime all’università, al non avere un lavoro che mi permetta di prenotare anche un solo weekend fuori porta e ai pochi soldi risparmiati, usati quasi esclusivamente per raggiungere il mio ragazzo, che vive a Milano.
    Poi però ci si ferma un attimo, perché obbligati o per scelta, e si capisce che di cose belle ce ne sono comunque, che non è un viaggio saltato a rovinarci la vita, ma tutte le paranoie che ci facciamo.
    Auguro a tutti e due uno splendido anno. Un bacione ❤

    • Valentina ha detto:

      Ciao Martina, grazie mille per il bellissimo complimento! Non sai quanti ti capisco… io ho qualche anno in più di te ma i problemi di risparmi e lavoro…beh, almeno nel mio caso, persistono, ma ho deciso di guardarli da un altro punto di vista! Come hai detto tu, senza paranoie che ci appesantiscono inutilmente! Ti auguro un 2016 pieno di successi personali e tanti viaggi vicini e lontani! Un abbraccio!

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