Un viaggio che sfuma. Sopravvivere allo shock.

viaggio

Oggi Salvatore mi ha dato la notizia più brutta, meschina ed infame di sempre.

Chi vive per viaggiare, chi si rigenera e trova il senso di tutto solo quando sta a 10000 piedi di altezza verso una nuova destinazione sicuramente mi capirà.

Ad un mese e mezzo dalla partenza…gli hanno revocato le ferie. Non si parte più. Il viaggio in Cina tanto sognato, sfuma. O meglio Salvatore ha la strada completamente sbarrata. Io…non lo so, ci sto pensando.

Come sopravvivere allo shock?

La verità è che non ho la più pallida idea… o meglio mi era capitato di rinunciare ad un viaggio per motivi di salute quest’inverno, ma si trattava di un viaggetto, un weekend a Siviglia, non di un viaggio intercontinentale che sono mesi che mi risucchia tempo ed energie per leggere, studiare, capire.

Allora me la sono cavata con una settimana di giramenti di scatole a turbina, stavolta è davvero tosta da digerire.

La verità è che mi sento annichilita, annullata, svuotata.

Mettiamo anche in conto che quei quattro sudati risparmi che ho li spendo così, mi sono sentita mancare l’aria.

Tre ore in apnea.

Sicuramente se avessi il blog da anni e non da meno di un mese avrei chiesto sostegno morale alla mia rete social, che fa molto figo di questi tempi, sicura che molti blogger che seguo ancora nell’ombra e moltissimi altri viaggiatori mi avrebbero saputo confortare meglio della mamma. Mettere nero su bianco comunque già aiuta.

Già perché sto affrontando diverse fasi, e tutte nel giro di poche ore:

1) PALESARE LA VOSTRA DISPERAZIONE ALLA PRIMA PERSONA CHE INCONTRATE

La mamma non è l’opzione migliore dato che lei, così come il 90% delle persone che conosco in realtà non capiscono, siamo su due lunghezze d’onda troppo differenti.
Loro pensano che viaggio per andare in vacanza.

Cara mamma, se riduco al minimo le spese e lo shopping, se non vado dalla parrucchiera a sistemarmi la fratta che ho in testa ogni due mesi, se ho maglie dell’anteguerra, è perché per me viaggiare è una priorità, non una villeggiatura. Non ho soldi da spendere a buffo, né per le cavolate né tantomeno in viaggi che poi non posso vivere.

La mia in un secondo momento mi ha suggerito direttamente il punto 3. In fondo avrei dovuto saperlo, a differenza di me, lei non molla mai.

2) RESISTERE ALL’IRREFRENABILE IMPULSO DI STROZZARE IL VOSTRO PARTNER ED IL SUO CAPO

Questa in realtà sarà la prima reazione che dovrete affrontare. Vi hanno illuso, facendovi credere che era tutto apposto.
E sarà molto molto dura. Direte cose di cui poi vi pentirete.
Scusa Salva.

3) PRENDERE IL CAPO PER SFINIMENTO

In una botta di positività ho pensato che si può ancora cercare di convincere il capo a concedere quei 10 giorni di ferie strappando quel sì per sfinimento.

Il piano d’attacco deve essere ovviamente a tema e nel mio caso prevede:

  • Comprare nei negozietti cinesi le peggio cineserie e far trovare sulla scrivania del capo ogni giorno un gadget diverso
  • Ogni giorno, dopo la pausa pranzo, farle trovare un biscottino della fortuna con dentro una frase ad hoc da un minatorio Tanto neanche tu andrai in vacanza ad un dolcissimo Mi revoca la revoca del piano ferie pleeeeaseeeee!!!
  • Mettere sul desktop del suo pc a rotazione i seguenti sfondi: Città Proibita, Tempio del Cielo, Palazzo d’Estate, Esercito di Terracotta, Hutong, faccione di Mao, Pingyao e grotte di Longmen. Se non si convince almeno si farà una cultura.
  • Comprare ventaglietti cinesi a tutto spiano, regalarli a tutti i colleghi ed usarli davanti al capo.
  • Comprare quegli orribili cagnolini di peluche che con la carica suonano e camminano e mandarli uno alla volta nel suo ufficio, se non si convince almeno le prenderà un colpo! E quando il gatto non c’è…i topi ballano. Anzi corrono a Fiumicino e salgono sul primo volo.

4) VALUTARE UN CAMBIO DATA

Torniamo con i piedi per terra…
A fronte di una “piccola” somma considerato l’intero costo dei biglietti si può provare a posticipare la partenza in un periodo che vada bene ad entrambi.
Ora il dubbio è…quando?

5) CHIEDERE A QUALCUN ALTRO DI VENIRE CON VOI

Io in questo proprio non ho speranza.
Nessuna delle mie amiche più strette spenderebbe tanto per un viaggio, in Cina poi neanche a chiedere. In fondo le capisco, neanche un anno fa ero un po’ così anch’io.

6) CONSIDERARE L’IDEA DI PARTIRE DA SOLE

Ecco su questo punto sono in crisi. In una fortissima, grandissima, profondissima crisi.

Non ho mai considerato l’idea di partire da sola. Per quanto mi arrabbi con Salvatore perché non fa mai un tubo nell’organizzazione dei nostri viaggi non ho mai pensato di avere palle grosse a sufficienza per viaggiare da sola. Minaccio sempre di lasciarlo a casa, ma la verità è che mi piace viaggiare con lui anche se lo vorrei più partecipe. Chi organizza viaggi da solo sa quanto può essere pesante, lo faccio perché mi piace ed in fondo è una pena che mi prendo volentieri, ma un po’ di sostegno non mi dispiacerebbe.

Tornando al problema, viaggio abbastanza organizzata questo sì, ma sola…mai…

…E poi…poi…la Cina forse non è il posto giusto da cui iniziare, a pensar così neanche Ostia beach sarebbe il posto giusto però.

E… se mi sento male?

E… se mi prende un attacco di ipocondriismo?

E… se mi viene un attacco di solitudine, io non sono mica tanto sicura di sopportare me stessa…

E se…mi perdo?

E… se non sono capace?

Se…se…se…

E se fossero tutte scuse?

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