#escoafareduepassi: PETRA

Consigli per vivere al meglio la vostra visita a Petra, Little Petra e Petra by night.

Oggi voglio raccontarvi un segreto, una cosa che non vi ha mai detto nessuno su Petra.

Una leggenda beduina antica e misteriosa che affonda le sue origine nella notte dei tempi.

Pronti?

Petra non è roba per tutti, è roba per gente allenata.

COOOOSA? Ci prendi in giro? Riesci a dire solo questo sull’antica città Nabatea?

Ebbene sì, non scherzo, Petra è bellissima ma è tosta, tostissima. Petra vi metterà alla prova. Petra vi manderà a letto stanchi morti ma con l’adrenalina ancora in circolo, stranamente pieni di energia e pronti a spaccare il mondo perchè, se siete sopravvissuti ad una faticata del genere, niente vi farà più paura. E se ci si mette anche il caldo la soddisfazione è doppia.

Ora però vi svelo un altro “segreto”. Diffidate da chi vi dice che in un giorno riuscite a vedere tutto, che un giorno è sufficiente per vedere le cose più importanti. Che poi bisogna capire per “tutto” cosa si intende dato che Petra è un immenso parco archeologico in cui ci sono dei veri e propri trekking da affrontare, non solo per arrivare ai view points più famosi ma anche per godere degli strepitosi paesaggi del Wadi Araba.

Il mio “tutto” sarebbe stato riuscire a vedere il Tesoro dall’alto quando, baciato dai raggi del sole, è tutto rosa e di una bellezza da mozzare il fiato, ma non ce l’ho fatta. Ho dovuto arrendermi all’evidenza che le mie gambe avrebbero retto a stento gli ultimi 2 km del Siq che ci avrebbero condotto verso l’uscita.

Questo non sarà il solito post su Petra, la sua storia e la sua scoperta la trovate un po’ ovunque: qui, qui e qui esempio, oltre che su ogni guida di viaggio.

Carrozzelle beduine che rischiano di falciarti vivo.

Questo è un post di consigli pratici per chi sta pensando di visitare questo luogo pazzesco ma è una persona normale non necessariamente normopeso e allenata. Non ha senso ammazzarsi un solo giorno di fatica e poi stare a pezzi i successivi tre.

CONSIGLI PER VISITARE PETRA: L’ANTIGUIDA

Petra è una sorta di grandissima necropoli a senso unico. Il primo monumento che si incontra dopo aver percorso un lungo tratto di sterrato e successivamente il Siq, un profondo canyon scavato da acqua e vento, è quello più famoso: il Tesoro. Inutile dire che nonostante i cavalli, i cammelli, i beduini che cercano di venderti laqualunque un po’ Indiana Jones ti ci senti. Per godere pienamente del Siq e della “scoperta” del Tesoro cercate di arrivare il più presto possibile la mattina (ma daiiii) quando ci sono ancora poche persone e pochi beduini in cerca di affari. Ritornate poi nel primo pomeriggio quando, illuminato dai raggi del sole assume una sfumatura di rosa ed è veramente bellissimo.

Ora vi svelo il segreto numero 3 e non accusatemi di essere pazza o eretica: il Tesoro non è il monumento più bello e imponente di Petra, è solo quello più famoso e in un certo senso più scenografico, facendo capolino appena alla fine del canyon.

Il Tesoro – Petra

Il monumento più bello, maestoso, imponente, quello che non smetterete di guardare, che vi lascerà a bocca aperta è anche quello più difficile da raggiungere. E’ il Monastero. Si raggiunge dopo una “leggerissima” scalata di circa 800 gradini che inizia a circa 4 km di sterrato dal Tesoro. E’ tostissimo da raggiungere ma l’idea di rinunciare non vi sfiorerà neanche, piuttosto rischierete di non riuscirete a tornare alla vostra auto ma qui dovete andarci, a costo di non vedere niente altro. Se andate in estate dirigetevi direttamente al Monastero appena arrivati in modo da affrontare la salita quando è ancora in ombra ed il caldo è sopportabile. Portatevi tanta acqua anche se baracchini che ne vendono si trovano un po’ ovunque. Inutile dirvi che non so cosa darei per tornarci al tramonto.

Il Monastero

Lenti e inesorabili. E’ stato questo il nostro mantra mentre ci ammazzavamo di fatica lungo la salita , abbiamo fatto tante soste e se ce l’hanno fatta due persone sufficientemente fuori forma come noi si può fare.

Non mollate mi raccomando perché il panorama è veramente stupendo! Non solo quello sul Monastero ma anche quello sul Wadi Araba!

Inizio del trail verso il Monastero nella Petra romana

Sulla via del ritorno verso la civiltà vi consiglio una tappa alle Tombe reali (da NON visitare prima del Monastero come abbiamo fatto noi perché vi rallenterebbero la visita) e al Teatro Romano.

Appena dopo il teatro parte la scarpinata per l’Altura del Sacrificio (High Place). Anche questa è un’altra scarpinata lenta e inesorabile, solo che alla fine bisogna essere un minimo ginnici per affrontare le rocce finali. Se non fosse stato per una gentile signora beduina che ci urlava “High Place? UP!Up!UP!”stavamo ancora girando intorno all’Altura senza salirci sopra! Consiglio: per riscendere se non riuscite ad affrontare la ripida discesa da dove siete saliti potere scendere dalle scalette di roccia e girare poi intorno per riprendere il sentiero dal quale si è venuti.

Royal Tombs e sfumature di roccia stupende

Ne vale la pena? Sì… al pensiero che qui si possano essere tenuti sacrifici umani mette i brividi, ma è un luogo che infonde anche pace, o forse è stata la mia sensazione perché eravamo quasi in completa solitudine. Tranne alla fine eh, quando due italiani si sono appollaiati lì sopra a meditare sul senso della vita e non ho potuto fare una foto decente!

Testuali parole “Amore ti va se leggiamo un po’?” No vabbè.

High Place? Up! Up! Up!

Petra dal trekking per High Place.

Se a questo punto non siete troppo distrutti, dal Tesoro parte una scalinata percorribile solo facendosi accompagnare da una guida beduina per  poterlo vedere dall’alto. Noi non ci siamo stati MA vi rigiro una dritta.

Molto probabilmente vi chiederanno 10 JOD a prescindere dal numero di persone. Siete 2? 10 JOD! Siete 4? 10 JOD! Siete 6? 10 JOD! Se siete una coppia cercate altre persone con cui dividere il prezzo. Non è per i 10 JOD, è che odio farmi fregare! E da questo punto di vista tra Petra e little Petra abbiamo elargito fetecchioni giordani a destra e a manca per evitare qualche storia di troppo. I Giordani sono un popolo accogliente ma QUI li ho detestati. TUTTI.

Altro trekking che mi è rimasto in gola è quello che dalle Tombe porta sempre sopra al Tesoro altri 10 km circa tra andata e ritorno.

Totale km macinati secondo il nostro contapassi: quasi 20.

Livello di stanchezza: Supremo.

Felicità: Alle stelle.

QUINDI? QUANTI GIORNI?

Innanzitutto se potete cercate di stare almeno 3 giorni per diversificare le scarpinate e spalmare su più giorni i trekking e le salite più dure, perché i view point mozzafiato vanno conquistati. E sono tostissimi.

Se in un giorno riuscite a fare Tesoro, Monastero, Altura del Sacrifico, Treasury view tanto di cappello, se invece fate parte di quel gruppo di persone che a settembre fanno il fioretto di iscriversi in palestra e a stento riuscite ad essere costanti fino alla primavera per poi cedere del tutto verso l’estate, ossia siete persone normali, valutate di dividere i trekking su più giorni in modo da non tornare distrutti in hotel dopo il primo giorno.

Noi in un giorno siamo riusciti a vedere il Monastero, in assoluto il monumento più bello e maestoso di Petra, le Tombe reali, il teatro Romano e l’Altura del Sacrificio trovando la via giusta grazie alla signora menzionata poco sopra.

PETRA BY NIGHT: SI O NO?

Petra by night è una trovata turistica ma che devo ammettere ha il suo fascino. Per poter comprare il biglietto, non è infatti compreso nel Jordan Pass, bisogna avere già il biglietto per Petra, nel caso di Jordan Pass va obliterato il pomeriggio altrimenti rischiate che non vi facciano entrare.

La strada che dall’ingresso porta al Tesoro è illuminata solo da candele, è bellissimo e vi consiglio di cercare di entrare per primi e tenere la posizione dato che poi non ci saranno sufficienti tappeti per tutti, e cercate di non badare ai numerosi cani randagi, alla fine sono innocui, scambiano le persone per un gregge di pecore e cammineranno insieme a voi.

Lo spettacolo beduino è interessante ma la parte più bella è proprio esserci, stare seduti di notte sotto le stelle nel cuore di un canyon, in luogo unico e bellissimo ancora oggi avvolto nel mistero, nel cuore di una città scavata nella roccia da sapienti ingegneri e artigiani, ad ascoltare musica e storie beduine; se riuscite ad estraniarvi dalla “turisticità” di quello che vi circonda è un’esperienza veramente bellissima.

LITTLE PETRA

Little Petra è il nostro epic fail. E non perché il sito non meriti, anzi, bensì perché siamo arrivati nel momento sbagliato, in cui eravamo gli unici turisti nei paraggi, ci hanno visto e hanno pensato ecco due polli. Non vi dico per mia decenza quanto ha voluto la nostra guida, alla quale non abbiamo potuto dire di no, per un’oretta scarsa di tour, qualsiasi cifra vi sparino…cercate di dimezzarla! E pensare che il sito è di per sé gratuito ma gestito da questa “simpatica” comunità beduina. Sulla via del ritorno ho anche temuto di finire squartata in un dirupo dato che un suo amico ci ha offerto un thè che non potevamo ovviamente rifiutare “perché è scortesia” e dopo che lo abbiamo bevuto se ne esce “ho aggiunto delle erbe”. Io ho iniziato a sudare freddo non solo temendo qualche effetto psicotropo ma anche perchè sia io che Salvatore notiamo su un tavolo un coltellaccio enorme.

Eccola là ho pensato, non vedrò mai Petra! Fortunamente era gentile e disinteressato (spero) ma vi confesso che mi sono spaventata.

Se fossimo arrivati dopo 5 minuti la potevamo buttare in caciara ed entrare insieme ad almeno altre 3 coppie e una famiglia! Quando si dice che tempismo!

Il luogo è senza dubbio molto bello, soprattutto se pensate che Little Petra era una sorta di bivacco per le carovane, una sorta di hotel e punti ristoro ma l’essere stata fregata per evitare storie non ha lasciato un bel ricordo.

Little Petra – la città bianca

Dettaglio di Little Petra

Panorama alla fine della scalata del piccolo canyon di Little Petra

Da vedere ovviamente prima di Petra e possibilmente nel tardo pomeriggio.

Ah la guida in questione si è offerta il giorno dopo di farci da guida a Petra entrando da un trekking che conoscono solo i beduini direttamente alle spalle del Monastero, evitandoci così tanta fatica. Che dite abbiamo perso l’occasione della vita?

Non mi interessa, la soddisfazione la sera nel letto di aver conquistato una piccola parte Petra da sola, con le mie gambe è stata troppo troppo grande.

Petra vi rimane addosso in tutti i sensi, resta con voi nei giorni successivi alla visita, nello stordimento di aver visto qualcosa di meraviglioso e straordinario, nella soddisfazione di “avercela fatta”, nella stanchezza delle gambe, nell’acido lattico, nelle poche ore di sonno, in quella sensazione di “non riposo” che accompagna ogni ammazzata-per-cui-vale-la-pena.

Petra è un sogno ad occhi aperti che non vi molla.

Ci vediamo presto città dei misteri perchè non (ti) mollo neanche io!

 

8 Comments

  • alessia ha detto:

    Che avventura Vale! Ci credo che ti sei sentita una specie di Indiana Jones!
    Quando le mete te le conquisti è tutta un’altra cosa, anzi, forse se non sei allenata anche un po’ di più. A noi è successo al Tongariro, quando abbiamo fatto parte del trekking senza attrezzatura alpina, 10 km che proprio non ci aspettavamo di riuscire a portare a casa.
    A me Petra emoziona già solo vedendola in foto, ma devo ammettere che molte delle cose che scrivi io non le avevo mai lette da nessuna parte e per questo considero la tua antiguida una figata! Ignoravo che ci fossero altri monumenti storici oltre il Tesoro, per esempio, o che Petra si potesse percorrere a piedi. Sarà che quelli che conosco che ci sono stati sono arrivati su cammelli condotti da beduini e stop. Però pure tu Vale, arrivi su in cima e davanti a quel panorama non te la fai una lettura meditativa?! (scusa sto ancora a ride…ste cose solo gli italiani…ahahah!)
    Un bacione!!

    • Valentina ha detto:

      Ale… Se solo avessi letto un singolo post dove avrei percepito la fatica, la lunghezza e la pendenza di questi trekking avrei modificato l’itinerario e sarei restata due giorni. Riprendermi è stata veramente tosta però che soddisfazione! Io ho un po’ fobia degli animali in generale, la gestisco bene ma non mi sarebbe mai venuto in mente di salire su un mulo o su un cammello, tra l’altro,poverini, sono trattati veramente in modo rude. No comment invece sui due ragazzi in meditazione che impallavano il panorama!!! Non si faaaaa!

  • Petra mi piacerebbe molto ma io sopporto poco il caldo (e la fatica) quindi temo che potrei morire
    Però chissà che spettacolo e chissà che soddisfazione!
    Sulle erbe aggiunte al tè sono quasi morta ma ti capisco benissimo perché anche avrei già fatto partire il film dell’orrore o almeno una puntata di Prigionieri di Viaggio

    • Valentina ha detto:

      Silvia… Non puoi capire… Mi sono iniziati i sudori freddi, speravo di non sentirmi improvvisamente debole e con la vista offuscata e più ci pensavo più mi stavo convincendo di stare male!!! Per fortuna è stato gentile e basta ma in generale i beduini sono dei gran paraculi (espressione tipicamente romana) quindi fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio!
      Petra è stupenda, cerca di andarci in primavera o in autunno, tutto sarà più sopportabile!

  • Oh Vale, questo tuo articolo è favoloso! Me lo sono salvata sperando di visitare presto il luogo.
    Le foto sono splendide ma il racconto ancora di più. È la prima volta che sento cose del genere su Petra e questo mi fa pensare che è perché non in molti se la sono conquistata come avete fatto voi.
    Non sono ancora “studiata” sull’argomento ma se dovessimo andarci ti chiederò sicuramente aiuto per programmare la visita come si deve.

    Bravissima, un articolo da imparare a memoria!

    Un abbraccio,
    Elena

    • Valentina ha detto:

      Ma dai, grazie! Sei troppo gentile, mi fai arrossire! Su Petra (e sul Wadi Rum) ho trovato solo articoli scritti da wonder women ma la realtà è un’altra, e molto più semplicemente non tutti i viaggiatori sono persone fissate con lo sport e le sessioni fitness di Kayla Itnes! E’ inutile ammazzarsi e poi stare stanchi morti i giorni successivi, qualcuno lo doveva pur dire! 🙂

  • Meridiano307 ha detto:

    Ma che meraviglia hai scritto, mi sono sentita lì con te per tutto il tempo, tipo Bastian nella storia infinita. Intanto devo farti i complimenti perchè hai scritto cose di Petra che fino ad ora non avevo mai letto, nessuno si è mai soffermato così tanto nel dare consigli e suggerimenti, ma soprattutto pochissimi parlano anche delle “altre attrazioni” visitabili all’interno del sito. Onestamente credevo veramente che oltre al Tesoro non ci fosse poi molto altro, ed invece mi insegni che c’è un mondo… quindi complimenti per la vostra lenta ed inesorabile avventura e grazie per avercela raccontata.

    • Valentina ha detto:

      Ciao Margherita, sì oltre al Tesoro c’è un mondo! Petra è immensa, per questo secondo me un giorno solo è poco, si fa un’ammazzata e se ne visita solo una minima parte! Prima o poi tornerò per un’altra visita lenta ed inesorabile!!! A presto!

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